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mercoledì, 25 Maggio 2022

Grugliasco, Lorenzoni: “Gaito è il candidato di cui abbiamo bisogno per la città”

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Amministrative 2022. Il Partito Democratico di Grugliasco ha il suo candidato Sindaco. E’ Emanuele Gaito, giovane assessore della Giunta Montà all’urbanistica e ambiente classe 1988. A lui si è giunti dopo un attento e paziente lavoro di cesello, di ascolto, di mediazione e di confronto con le diverse anime del Pd che dal primo direttivo dedicato alle amministrative che si terranno, pandemia permettendo, in tarda primavera. Regista di tutto questo è Dario Lorenzoni, segretario del circolo dem di Grugliasco, consigliere comunale e coordinatore per il partito della zona ovest. Quasi cinquant’anni, una passione per le passeggiate in montagna meglio se impegnative, in politica “da sempre” se si considera che in famiglia di politica si è sempre parlato. Figlio del mai dimenticato sindaco di Grugliasco Franco Lorenzoni e nipote di Filiberto Rossi della giunta Novelli, gli è chiaro quanto la politica se si pone obiettivi ambiziosi deve conciliare e non separare.

Dario Lorenzoni, come siete arrivati a convergere sul nome di Gaito?

E’ stato un percorso che abbiamo iniziato a novembre, chiedendo le disponibilità di chi si sarebbe sentito in grado di vestire i panni del primo cittadino: per esperienze, sensibilità, legittime ambizioni abbiamo ascoltato le esigenze di tutti coloro che erano disponibili a mettere a disposizione le competenze. In questo percorso il Pd si è confrontato più volte, con il suo direttivo e coi diretti interessati, abbiamo preparato documenti che hanno messo insieme la visione della città e quando abbiamo compreso che si poteva convergere su un nome, lo abbiamo fatto. 

Emanuele Gaito è dunque la sintesi delle anime più diverse del PD?

E’ colui che meglio rappresenta l’identikit del candidato d cui abbiamo ritenuto abbia bisogno la Città. E’ giovane, ha però una lunga esperienza amministrativa, ha una rete di relazioni fondamentali e cosa non da poco ha fatto bene. E’ l’assessore all’urbanistica e ambiente, un settore strategico per lo sviluppo di Grugliasco. Ha sempre lavorato in ottima sinergia con i partner di Giunta e con il consiglio. E’ apprezzato. 

Che ne pensa la coalizione? 

La coalizione, al momento conta le forze di Gru On e Progetto Grugliasco e Italia Viva: con esse ci siamo sentiti, incontrati e siamo in ottimi rapporti. Condividono l’idea di fare strategia comune e di convergere su un nome, che il Pd si è preso l’incarico di scegliere. Il nostro impegno era quello di poter proporre un solo nome, eravamo partiti da sette disponibilità altamente qualificate, gli assessori Emanuela Guarino, Raffaele Bianco, Gabriella Borio, Luca Mortellaro, l’ex sindaco Marcello Mazzù e Angela Massaglia, che ringrazio per aver contribuito a far sintesi. Ora la coalizione farà le proprie valutazioni. Ciò che la base ci ha chiesto fortemente è di evitare le primarie perchè in questo periodo ritenute divisive e non opportune: abbiamo la pandemia, è complesso organizzare la macchina e portare le persone al voto, sono cambiati i tempi e, se rimangono un esemplare mezzo di consultazione democratica, è pur vero che un partito che dimostra la capacità di sintesi offre esempio di maturità.

Lei ha citato coloro che al momento sono in maggioranza con voi: due liste civiche e Italia Viva…

Ciò a cui ambiamo è un allargamento responsabile della coalizione, a forze che si identifichino nei valori del centrosinistra e che abbiano a cuore il destino e il futuro di Grugliasco. Questo è un cantiere che sta lavorando per costruire solide alleanze che hanno tutte un obiettivo: la città.

Non deve essere stato semplice arrivare a un unico nome. Immagino la pazienza, il telefono che squilla, la mediazione.

E’  Il ruolo del segretario che ricopro con orgoglio: cercare di “trovare la quadra” anche quando le persone non sembrano disposte, è responsabilità di chi si mette a capo di un circolo di partito, o del partito stesso. Il Pd è meraviglioso proprio per questo: ognuno può esprimersi, può affermare le proprie idee, può chiedere di essere ascoltato e troverà attenzione. All’esposizione e al confronto però deve seguire la decisione e questa dev’essere presa nel modo più condiviso possibile. Essere autorevoli non implica la prevaricazione.

Lei è anche coordinatore per il PD della Zona ovest. Crede che servano?

I circoli di territorio sono fondamentali. Ci sono  circoli con più iscritti, altri molto piccoli; tutti però devono avere la possibilità di essere messi in rete, o comunque a confronto per meglio esprimere le peculiarità della zona che rappresentano. E sono indispensabili per creare un assetto strategico su cui la segreteria metropolitana può basarsi. Non esistono vertici che stanno in piedi da soli, senza la base che spinge, che sostiene, che porta linfa di idee e di energia, non si va da nessuna parte. Ancor più da quanto Torino è Città metropolitana. Lo abbiamo visto con l’elezione del sindaco Lo Russo.

Il suo compito in quel caso è fare una sintesi ancor maggiore. 

Sintesi certo, e anche far parlare un territorio vasto con una voce unica e potente. I territori hanno avuto un grande ruolo nella campagna elettorale del sindaco di Torino, proprio perché ormai non si può più immaginare il capoluogo chiuso nella sua cinta daziaria. Oggi dai trasporti, all’offerta culturale, alla copertura dei servizi sanitari, tutto deve essere “metropolitano”, perché solo così la città è forte ed è pari alle capitali europee che ormai da anni hanno assunto questa conurbazione. La politica deve fare lo stesso e chi è al vertice deve essere in grado di ascoltare i rami anche più lontani perché solo così potrà essere puntuale.

Lei parla di Città Metropolitana. La Zona Ovest ha la capogruppo. Anche questo un bel risultato per lei.

Non è un mio risultato personale ma di tutti coloro che hanno lavorato per Rossana Schillaci che ha avuto un ottimo risultato e, forte di questo, rappresenterà il territorio  e porterà la nostra voce. Sono molto orgoglioso della sua candidatura e di quanto abbiamo fatto: Rossana è giovane, è in gamba, è una donna, è impegnata. Farà bene.

Figlio del indimenticato Sindaco di Grugliasco Lorenzoni, nipote di Filiberto Rossi che fu assessore nelle giunte Novelli. Che ricordo ha di suo papà?

Ricordo che una volta i vigili lo chiamarono alle tre di notte per dirgli che un uomo aveva montato una tenda davanti al Comune, era rimasto senza casa e ne chiedeva una popolare. Lui si vestì, andò e trovò il modo di dargli un tetto pagando una camera in albergo in attesa di un alloggio. Aveva una grande umanità,  e sapeva essere sempre un passo avanti. Aveva una visione di ampio respiro e voleva veder crescere la sua città. In questo credo, e sono orgoglioso, di aver preso da lui.

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