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mercoledì, 25 Maggio 2022

Eurovision, è subito polemica: il Comune cerca giovani volontari. Russi (M5s): “E’ sfruttamento del lavoro”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

E’ apparso ieri sul sito del Comune di Torino il bando con cui si cercano 600 giovani volontari che lavorino per l’organizzazione e durante lo svolgimento dell’Eurovision Song Contest. La kermesse musicale si svolgerà a metà maggio, ma l’impegno richiesto va dal 1 aprile al 20 maggio. 

Un annuncio che ha generato subito polemiche rispetto alla scelta dell’amministrazione di affidarsi al lavoro volontario con solo piccoli benefit come mezzi pubblici e pasto gratis.

“I volontari selezionati”, si legge, “verranno dotati di un’uniforme di riconoscimento da indossare durante i turni di servizio, del biglietto di trasporto pubblico, di un buono pasto; non è prevista l’accomodation dei volontari non residenti in Torino“.

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Comunale Andrea Russi ha infatti commentato la notizia come “vergognosa”, osservando come la “Giunta Lo Russo usa l’appeal di un evento di enorme portata mediatica per adescare giovani, ai quali si chiede di lavorare gratis, per più di un mese e mezzo e senza alcun diritto, in cambio di “visibilità”, o per “fare esperienza”, mascherando dietro termini entusiastici un vero e proprio sfruttamento del lavoro”. 

“Tutto ciò è molto grave, – prosegue il pentastellato – a maggior ragione perché accade in un contesto in cui si prevedono ricadute economiche importanti dagli sponsor e dai flussi turistici. Nonostante ciò, si ritiene di non dover stanziare neanche una parte del budget per pagare chi dovrà occuparsi dell’accoglienza, della logistica e per coloro che lavoreranno per garantire lo svolgimento in sicurezza della manifestazione” .

“In un momento in cui i riflettori di tutto il mondo saranno puntati sulla nostra Città, non possiamo permetterci di trasmettere il messaggio che a Torino il lavoro non valga nulla”, ha concluso Russi. 

Intanto dall’amministrazione replicano citando i dati che vedono 2700 candidature in poco più di 48 ore dalla pubblicazione.

“La risposta immediata di tanti giovani a questo invito della Città è per noi – sottolineano gli assessori Carlotta Salerno, alla quale è affidata la delega alle Politiche giovanili, Mimmo Carretta, responsabile per Turismo e Grandi eventi, e Rosanna Purchia, assessora alla Cultura – un ottimo segnale in un periodo in cui, proprio le giovani generazioni sono tra quelle che più hanno sofferto limitazioni alla vita sociale imposte dalle necessarie misure per contenere la diffusione del contagio da Covid 19. La voglia di partecipare – aggiungono Purchia, Salerno e Carretta – rappresenta il desiderio forte e diffuso di non perdere un’occasione per sentirsi protagonisti e per vivere pienamente i momenti di un evento internazionale e di grande appeal che, questo è il nostro obiettivo, deve saper coinvolgere tutta la comunità cittadina”.

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