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venerdì, 7 Agosto 2020

Shock economy in Piemonte, Grimaldi (LUV): “Lega e soci usano la crisi Covid per le loro nefandezze”

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“Ma quale ‘Riparti Piemonte’? Siamo di fronte al solito tentativo di utilizzare la crisi per altri fini. Si chiama ‘shock economy’ quella che le opposizioni stanno tentando di correggere con numerosi emendamenti e che sfugge completamente al concetto di urgenza, ma che invece inserisce misure indegne di deregolamentazione su urbanistica e consumo del suolo e di sospensione di provvedimenti che mettono a rischio l’economia legale del Piemonte, a tutto vantaggio di quella illegale” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, in relazione al Disegno di legge n. 95 “Interventi di sostegno finanziario e di semplificazione per contrastare l’emergenza da Covid-19” in questi giorni in discussione nelle Commissioni regionali.

“Tutto questo non c’entra nulla con l’emergenza Covid-19 e la pandemia è solo la scusa delle destre per realizzare un piano urbanistico regionale contrario a ogni logica ambientale e di buon senso” – prosegue Grimaldi. – “Per fare una norma davvero utile a fronteggiare i danni causati dall’emergenza Covid19 serve invece soprattutto un’attenzione particolare ai più colpiti e ai più fragili: per gli indigenti, che hanno bisogno di aiuti alimentari e di molti altri beni di prima necessità: 250mila euro non sono certo sufficienti, per questo abbiamo proposto un emendamento da 2 milioni di euro. Allo stesso modo, chiediamo ulteriori 3 milioni di euro sulla missione ‘attività culturali’, per la messa in sicurezza dei luoghi dello spettacolo e della cultura, perché questo è uno dei settori più colpiti, il cui futuro è maggiormente incerto”. 

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Come si legge nel testo dell’emendamento, si tratterebbe di un finanziamento destinato alle amministrazioni locali, che appare estremamente tempestivo in quanto i luoghi di cui si parla sono forzatamente chiusi e inaccessibili al pubblico a causa del pericolo di assembramenti derivanti dall’emergenza Covid-19.

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“Chiediamo alla Regione” – aggiunge Grimaldi – “di fare di più per i servizi per l’infanzia, per sostenere le famiglie con bambini che in questi mesi sono state purtroppo private di un diritto: per questo chiediamo di arrivare a tre milioni sui Centri estivi. E vogliamo che la Regione rivolga la dovuta attenzione al diritto allo studio universitario, in particolare alla situazione dei fuori sede che, in seguito alla sospensione del diritto di circolazione tra Regioni e alla chiusura dei confini nazionali, non hanno potuto lasciare le residenze universitarie. Per loro proponiamo un voucher una tantum a fondo perduto a parziale copertura della tariffa di residenzialità”.

“Siamo intervenuti su tantissime categorie: dai lavoratori digitali, ai tirocinanti, dagli enti del terzo settore agli spazi di coworking, dai fotografi al commercio al dettaglio” – conclude Grimaldi. – “Se la maggioranza davvero vuole fare ‘ripartire’ il Piemonte, dovrà tenerne conto”.

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