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domenica, 21 Luglio 2024

GL Events vuole lasciare. Lo Russo: “Serve una “Strategia Torino” per il sistema fieristico e congressuale”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Preoccupa la notizia che GL Events, curatrice di grandi eventi, sia pronta a lasciare Torino se non ci sono migliori condizioni economiche per il proseguimento dell’attività. 
Il capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo, infatti, osserva come “Il centro del Lingotto non è solo una dotazione cittadina essenziale per il comparto fieristico e il suo indotto ma per la sua collocazione fisica rappresenta una polarità urbana di grande rilevanza. Il Lingotto è anche un polo commerciale, la sede del grattacielo della Regione Piemonte e l’area individuata per il futuro Parco della Salute e della Scienza. E’ insomma uno degli snodi nevralgici della Città e del suo futuro. Snodo fisico ed economico”.

Insomma, uno dei baluardi torinesi, nota l’esponente Dem, dopo che le scelte della giunta hanno portato all’abbondando del progetto del centro congressi nell’area Westinghouse e a un destino comunque incerto per il Centro Congressi dell’Unione Industriale. 

Per Lo Russo serve quindi una vera e propria strategia di sistema per “produrre una Torino davvero a vocazione turistica e congressuale richiederebbero una amministrazione comunale con una strategia a lungo termine, capacità di lavoro amministrativo, voglia di occuparsene. Cose di cui palesemente, stante i risultati, sia Appendino che il suo Assessore Sacco sono completamente sprovvisti”.

Una visione che invece il Pd, annuncia il suo capogruppo in Consiglio Comunale, vuole mantenere per i progetti futuri: “Nel Progetto per la Città che presenteremo come PD e Centrosinistra per le elezioni del 2021 proporremo di mettere in campo una forte iniziativa di coordinamento di tutti questi soggetti che delinei una “Strategia Torino” di sistema sul fieristico e congressuale che non riguardi solo i singoli elementi ma che li affronti nel loro insieme e a scala metropolitana, coinvolgendo gli altri Comuni e la Regione”. 

“Solo dentro un quadro sistemico e coordinato – prosegue – si possono prendere decisioni che impegnano le già scarse risorse pubbliche, non sulle singole questioni. Una strategia che parli di contenitori ma anche di contenuti e che consenta di fare azioni di marketing urbano a scala internazionale. Sarà fondamentale il pieno coinvolgimento e il sostegno delle Fondazioni, degli Atenei e dei partner pubblici e privati direttamente coinvolti.
Solo così si può affrontare il problema, non di certo limitandosi a guardarsi la punta dei piedi facendosi piovere i problemi addosso come è stato fatto in questi anni di M5S alla guida di Torino. E nel frattempo speriamo che i grillini non facciano ulteriori danni alla Città. Sarebbe già un risultato.”

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