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venerdì, 12 Luglio 2024

Greta bussa alle porte di Palazzo Civico: Torino dichiari l’emergenza climatica

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«Torino dichiari l’emergenza climatica», il grido di dolore è della consigliere comunale del Partito Democratico a Torino, Chiara Foglietta, la quale annuncia di aver firmato, insieme al suo capogruppo Stefano Lo Russo e al consigliere Dem Mimmo Carretta, un atto che impegni la sindaca Chiara Appendino sulla questione climatica.

Spiega Foglietta: «Dopo il secondo sciopero mondiale per il futuro che si è tenuto lo scorso venerdì oggi alle 14:30 ci sarà un flash mob per chiedere di dichiarare l’emergenza climatica, ambientale e da inquinamento in Piazza Castello. Prima della manifestazione ho incontrato alcuni dei ragazzi di Fridays For Future Torino – Italy e ho apprezzato la loro passione, il loro entusiasmo e la loro concretezza.  Ad oggi più di 230 città in Italia – tra cui Milano e Napoli – hanno dichiarato lo stato di emergenza climatica e ambientale».

Tra queste non c’è ancora Torino ed ecco il motivo del documento consiliare firmato da Foglietta-Lo Russo-Carretta in cui si chiede che sindaca e giunta s’impegnino a:

1) dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale
2) predisporre entro 6 mesi iniziative che vadano nella direzione della riduzione delle emissioni e per la promozione delle energie rinnovabili, per incentivare il risparmio energetico nei settori della Pianificazione Urbana, nella Mobilità, negli edifici, nel riscaldamento e raffreddamento, nella riforestazione urbana
3) intensificare il coinvolgimento attivo di cittadini e associazioni nel processo di individuazione delle criticità ambientali e nella loro soluzione
4) farsi parte attiva presso il Governo e la Regione perché prendano provvedimenti analoghi.

«La crisi climatica è una crisi a livello globale e come tale deve essere considerata. Non possiamo più indugiare e occorre prendere posizioni nel più breve tempo possibile. Azioni unilaterali dei singoli stati non potranno risolvere il problema se non conciliate con collaborazione e con il principio di giustizia climatica», conclude Foglietta.

 

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