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sabato, 13 Luglio 2024

Gemelle Schepp, un nuovo testimone: “Ho falsificato i loro passaporti, sono vive”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Tre anni dopo potrebbero riaccendersi le speranze di mamma Irina di riabbracciare le proprie figlie. Alessia e Livia Schepp, le due gemelline di sei anni scomparse nel gennaio 2011, dalla loro casa in Svizzera.
Già, perchè ci sarebbe una nuova testimone che avrebbe fornito delle informazioni su cui gli inquirenti stanno già lavorando e che lascerebbe pensare che le piccole siano ancora vive e non, come l’ipotesi peggiore lasci pensare, uccide dal padre prima di togliersi lui stesso la vita.
Il superteste sarebbe il commesso di una tipografia che ha inviato una lettera alla squadra che da tre anni indaga sulla scomparsa delle bambine. «Ho lavorato per la tipografia che ha stampato i loro passaporti falsi. Le gemelline sono vive» si leggerebbe nella missiva che porta con sé non pochi dubbi. Non solo sull’autenticità della testimonianza: come sempre in questi casi viene da chiedersi come mai un’informazione così importante sia stata tenuta segreta per tutto questo tempo. Ma soprattutto sulla reale esistenza di quella tipografia e di quei documenti falsi.
Come più volte detto nel tentativo di capire cosa è successo ad Alessia e Livia, nel folle viaggio che ha portato il padre fino in Puglia le tracce delle piccole sorelle si perdono a Marsiglia, prima che l’uomo si imbarcasse per la Corsica e poi tornasse indietro per precorrere tutta l’Italia in macchina. Dunque Schepp non avrebbe avuto bisogno di documenti falsi per portare con se le figlie. In questo senso, riprenderebbe invece credito una testi solo sfiorata nei primi tempi dopo la scomparsa: quella per cui l’uomo, disperato per la separazione dalla moglie e intenzionato a suicidarsi, avrebbe prima messo le bimbe su un volo diretto in Sudamerica per salvarle dalla sua depressione. Ma in questo caso chi aspettava Alessia e Livia dall’altra parte dell’oceano?
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