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giovedì, 18 Luglio 2024

Ex Moi, Lo Russo: “Appendino dimostri di credere al progetto del polo”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Bernardo Basilici Menini

Anche dal Partito Democratico arrivano le reazioni alla scelta di cda dell’Università di Torino di rinunciare all’insediamento del polo di Bioingegneria nelle arcate dell’ex Moi. A parlare è Stefano Lo Russo, capogruppo del Pd in Sala Rossa: «L’annuncio dell’Università di Torino ci preoccupa e ci inquieta, anche per le ricadute negative che avrà sul quartiere, e che arriva nonostante gli sforzi messi in atto in questi mesi per cercare di risolvere i problemi tecnici e logistici legati all’avvio di uno dei più importanti ed ambiziosi progetti messi in campo negli ultimi anni a Torino».

Il polo, dice Lo Russo, «rappresenta infatti il primo e fondamentale tassello della Nuova Città della Salute nell’area Avio-Oval, uno dei cardini del programma di governo della Sanità piemontese e una straordinaria occasione di riqualificazione per l’intera zona sud di Torino».

Dopo gli attacchi di questa mattina del vicesindaco Montanari all’ex sindaco Piero Fassino, Lo Russo si rivolge all’amministrazione cittadina: «A questo punto invitiamo la Sindaca Appendino a costruire immediatamente le condizioni perché il Politecnico possa continuare, anche da solo, nell’operazione avviata. Sono molte infatti le sinergie attivabili con le imprese del settore sanitario e biomedicale che possono essere insediate in raccordo con la presenza universitaria sul modello già sperimentato e di grande successo della Cittadella Politecnica. Per fare questo – prosegue il capogruppo Pd – occorrono però due condizioni: la prima è la ferma volontà politica della Città di andare avanti e non rinunciare al progetto, la seconda sono le risorse economiche per adeguare le strutture».

«Sulla prima la aspettiamo ribadendo la nostra ferma convinzione dell’assoluta importanza strategica del progetto e garantendole fin d’ora il nostro pieno sostegno ad andare avanti. Sulla questione risorse le suggeriamo di attingere a quelle derivanti dalla legge post olimpica 65/2012 che si possono rendere disponibili attraverso la Fondazione XX Marzo e a chiedere alla Regione di attivarsi anche su risorse derivanti dalla programmazione dei fondi strutturali o da fondi dell’Assessorato alla Sanità. Sempre in tema di risorse siamo convinti che su un progetto di natura pubblica di questa portata e rilevanza sarebbe oltremodo utile coinvolgere anche le Fondazioni torinesi», conclude Stefano Lo Russo.

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