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sabato, 20 Luglio 2024

Emergenza nuovi poveri: chiude “Aggiungi un posto a tavola”

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di Moreno D’Angelo
A Torino chiudono le mense aperte in alcuni locali nell’ambito del progetto “Aggiungi un posto a tavola” per dare un pasto a senzatetto e persone in difficoltà.
Il progetto assistenziale è stato avviato sulla base di un accordo con il Comune di Torno che ha stanziato i fondi nell’ambito del programma “Emergenza freddo” che da diversi anni offre accoglienza ai senzatetto. L’Arci ha trovato alcuni circoli disponibili.
L’iniziativa, avviata nel dicembre 2013, ha consentito in due location, il Rainbow nel Quadrilatero (in via San Domenico 6) e il circolo l’Anatra Zoppa (via Courmayer 5), di fornire circa 120 pasti a persone in difficoltà. Ai poveri sono stati assicurati pasti caldi che gli ospiti hanno consumato seduti.
E’ stato riscontrato come sia cambiato il volto della povertà a Torino. Oltre a tanti extracomunitari e senza fissa dimora si registra una costante crescita della presenza di pensionati, esodati e padri separati. Nuovi poveri. Persone che fino a poco tempo fa erano in condizioni di assoluta normalità e improvvisamente si sono ritrovati nel vortice della povertà. I gestori confermano il clima assolutamente calmo tra gli ospiti che hanno usufruito del servizio.
«E’ stata una iniziativa geniale» ci ha dicharato Isidoro Carreri, presidente e veterano del circolo L’Anatra Zoppa. Con vena polemica aggiunge: «Quest’anno non c è stata l’emergenza freddo (è stato uno degli inverni più caldi a memoria d’uomo) ma è rimasta l’emergenza fame. Per quanto ci riguarda, fondi o non fondi, continueremo a dare una mano, per quel che è possibile, a queste persone in difficoltà con l’aiuto di tanti amici del quartiere e volontari. Non siamo dei professionisti della solidarietà ma siamo molto radicati nel quartiere». Siamo a Barriera di Milano. Un quartiere dove gli italiani rimasti sono quasi tutti anziani. Il presidente sottolinea, con un velo di commozione, il fenomeno di tanti pensionati che con pudore e discrezione bussano alla porta per avere un piccolo aiuto alimentare “mi scusi signore appena ricevo la pensiun la pago neh”.
Ora si spera in un rifinanziamento per una pronta ripresa di questa iniziativa umanitaria assolutamente necessaria.

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