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domenica, 21 Luglio 2024

E' così che alla “roulette russa” ci siamo giocati Forte dei Marmi

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Una riflessione, amara, per salutare l’estate. Si chiamava Forte dei Marmi, era la perla della Versilia e punto di riferimento fisso non solo per la borghesia piemontese, come gli Agnelli, e lombarda, come i Moratti, ma anche per una certa intellighenzia culturale rappresentata da Calvino, Soldati, Lucentini, Moravia i quali la sera si ritrovavano sotto il Quarto Platano per discutere di letteratura.
La dicitura è rimasta la stessa, la sostanza è esemplificata molto bene dal giovane scrittore Fabio Genovesi nel suo libro “Morte dei Marmi”. Ciò che è accaduto di mostruosamente barbaro può essere significato da una storiella che circola di questi tempi in Versilia. Una maestra interroga il bimbo: “Chi ha fondato la nostra piccola città?”. Risposta, senza esitazioni: “Giorgio Armani e Miuccia Prada”. E’ una barzelletta, naturalmente, dietro la quale però si nasconde una catastrofica realtà.
Forte dei Marmi, negli ultimi anni, da luogo di villeggiatura per famiglie benestanti si è trasformata in un clamoroso e insostenibile barnum dell’esasperazione per tutto ciò che riguarda il fashion, il gossip, il modaiolo cafonal, il finto luccichio di zirconi da quattro soldi. Se non sei “firmato” non ti azzardare a uscire di casa. Se non puoi spendere otto euro per un caffè, cento per una cena insipida servita da camerieri maleducati, ottomila per sdraiarti tre mesi sul lettino stagionale davanti ad un mare che in certi giorni sembra una pozza grigia e fare shopping senza ritegno districandoti tra le griffe più blasonate allora è meglio stare alla larga.
Tutto ciò, in particolare, è frutto dell’invasione ormai ultimata dei russi di ultima generazione, quelli del Dopo Muro per intenderci, ricchissimi non si sa bene in virtù di quale oscuro inghippo, i quali hanno praticamente comprato il Forte a loro uso e consumo: champagne a gogò in spiaggia con le pizzette e aranciata a cena con il branzino. Ville, hotel e appartamenti assortiti. Ferrari, Maserati, qualche Limousine tanto per gradire. Per quattro mesi sono loro i padroni. Per il resto dell’anno pure, visto che i locali se ne sono andati sui molti con le tasche piene di dollari. E allora venite pure al Forte, da oggi in avanti. Sarà come far visita agli studi di Cinecittà quando le riprese di un film sono finite. Con tanti saluti ai ragazzi di ”Sapore di mare”.

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