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mercoledì, 25 Maggio 2022

Dieselgate, perquisizioni negli uffici della Marelli Europe

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Perquisizioni e acquisizioni documentali questa mattina da parte della Guardia di Finanza di Milano e Torino negli uffici della Marelli Europe Spa, la ex Magneti Marelli, nell’ambito di una rogatoria istruita presso la procura di Torino. Il decreto di perquisizione è finalizzato al sequestro della documentazione relativa alla fornitura di un software per le centraline di controllo delle emissioni di sostanze inquinanti di motori diesel a società del Gruppo Fca e, da queste, al Gruppo Suzuki. Nella ricostruzione della procura di Francoforte, secondo quanto è trapelato, Magneti Marelli produsse delle centraline responsabili della manipolazione dei valori e sulle emissioni inquinanti. Fca acquistò i dispositivi e li montò sui motori diesel. Dal 2020 in procura a Torino è aperto un fascicolo analogo.
“Non commentiamo nel dettaglio, ma confermiamo la piena collaborazione con le autorità nella loro investigazione. Marelli è convinta di aver operato sempre nel pieno rispetto delle normative”, commentano dalla Marelli Le perquisizioni alla Marelli hanno riguardato soltanto la sede di Corvetta (Milano). L’azienda già nel 2016 aveva risposto a un questionario sul sistema emissioni Ue verificando che tutte le attività erano conformi alle regole. Nel capoluogo piemontese è stato chiesto a Stellantis di consegnare documenti relativi ai rapporti tra la allora Fca, Magneti Marelli e Suzuki. Le perquisizioni sono state disposte dalla Procura di Torino su disposizione della magistratura di Francoforte. L’iniziativa è stata presa dopo un ordine di investigazione europea spiccato in Germania nel solco della cooperazione giudiziaria internazionale. Fca Italia è stata informata di una richiesta di fornire informazioni e documenti in relazione a ulteriori attività di indagine della Procura di Francoforte in merito all’utilizzo di software di controllo delle emissioni presumibilmente inammissibili nei motori diesel forniti alla Suzuki”. Lo sostiene Stellantis. “Ciò fa seguito alle attività di indagine su accuse simili condotte nel 2020. La società continuerà a collaborare pienamente alle indagini in materia” spiega Stellantis. 

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