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lunedì, 15 Luglio 2024

Da sabato 7 luglio i saldi estivi, Confesercenti: “Spesa media di 230 euro”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Parte il conto alla rovescia per i saldi estivi che a Torino incominceranno il 7 luglio, fino al primo settembre, e che secondo le stime di Confesercenti avranno un andamento positivo. I dati parlano di otto torinesi su dieci che nei prossimi giorni entreranno nei negozi alla ricerca di affari per una spesa media che si aggirerà tra i 220 e i 230 euro, in linea con la scorsa stagione.
Positive anche le aspettative dei commercianti del centro il livello delle vendite sarà confermato o anche incrementato del 5 per cento. Mentre più in difficoltà sembrano essere le periferie dove molti negozi temono una contrazione degli affari.
Secondo quanto raccolto da Confesercenti gli sconti saranno tra il 30 e il 40 per cento almeno nelle settimane iniziali, ma non sarà difficile anche trovare offerte a metà prezzo anche perchè complice una primavera fredda sono molte le scorte da smaltire nei magazzini.
«A partecipare alle prossime vendite di fine stagione sarà oltre il 70% dei quasi 2000 negozi cittadini, (circa 3700 con la provincia). Il 35% dei consumatori ha già deciso di partecipare ai saldi, ma c’è anche un altro 50% che valuterà le occasioni di risparmio prima di decidere se e quanto acquistare» spiega Barbara Cottone, presidente di Fismo, la federazione dell’abbigliamento aderente a Confesercenti. «Speriamo, dunque, che il bel tempo finalmente stabile e gli sconti indurranno i consumatori a venire nei nostri negozi e a spendere. Purtroppo, anche quest’anno ci tocca registrare il fenomeno dei ‘saldi anticipati’ soprattutto da parte dei marchi della grande distribuzione: un comportamento al di fuori della legge che danneggia il piccolo commercio e in particolare quello dei negozi delle periferie che in questi ultimi tempi hanno goduto di meno dei benefici derivanti dalla vendite di fine stagione».

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