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lunedì, 15 Luglio 2024

Corte dei Conti: “Comune senza soldi in cassa”. Il documento

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

di Moreno D’Angelo

E’ arrivata la tanto attesa relazione della Corte dei Conti. Le casse della Città di Torino sono vuote. Questo è in sintesi quanto emerge dalle 53 pagine del rapporto sul rendiconto 2015 che conclude la fase istruttoria dei giudici contabili. Entrando nel merito la Corte dei Conti riferisce di “sovrastima delle entrate in passato e di accertamenti d’entrata rivelatisi meno attendibili”, e rincara la dose dipingendo un quadro che, dopo l’applicazione di vincoli e accantonamenti, vede il fondo cassa diventare negativo.

(LEGGI DOCUMENTO INTEGRALE CORTE DEI CONTI)

Le reazioni politiche vedono un quadro quanto mai a dir poco “articolato” tra chi pensa di aver trovato un alibi nello scaricare le colpe dei dissesti della finanza locale sul passato e chi vede invece emergere tutte le responsabilità e le incapacità di chi governa la città.

Per l’assessore al Bilancio Sergio Rolando si tratta di “un pronunciamento al miele” che – «evidenzia l’origine del disequilibrio strutturale dei bilanci del passato, individuando le azioni già messe in campo dall’attuale amministrazione». In questo quadro Rolando legge un riconoscimento della fondatezza delle osservazioni della sua Giunta che si estende anche ai discussi rapporti con Gtt e InfraTo.

Anche la sindaca replica con soddisfazione al pronunciamento dei giudici contabili: «Cade così, definitivamente, il falso mito di aver lasciato a me e alla mia squadra una città con i conti in ordine» e, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa, aggiunge: – «La realtà dei fatti si dimostra molto distante da quanto propagandato fino ad oggi». E conclude: «Ora toccherà a noi l’onere di rimettere i conti in equilibrio e, come prescritto dalla Corte dei Conti, entro il 30 settembre illustreremo il piano con i provvedimenti che dovremo adottare».

Dall’opposizione Piero Fassino rileva come la Giunta pentastellata abbia poco da rallegrarsi e cerca di far dire alla Corte dei Conti cose che in realtà non dice. L’ex sindaco torinese punta il dito contro Chiara Appendino che «continua a raccontare cose non vere e ad attribuire ad altri le proprie responsabilità» e precisa come la Corte abbia riconosciuto che nel 2014 si sia conclusa un’attività straordinaria di riaccertamento dei crediti di difficile esigibilità e se ne sia programmato il rientro per quota annuale in 30 anni, applicando correttamente la legge. «Appendino – aggiunge Fassino – fa finta di non sapere che l’esposizione debitoria della città è inferiore a quella del 2011 di oltre 400 milioni e che gli stessi magistrati contabili abbiano ritenuto “certamente apprezzabile” il continuo miglioramento della gestione corrente». Insomma per Fassino le cose sono notevolmente peggiorate con la Giunta Appendino evidenziando: – «la completa mancanza di una politica delle entrate e, come dice la Corte stessa, nell’ultimo anno è considerevolmente peggiorato l’andamento di cassa ed è aumentato il ricorso al debito».

«Se oggi l’amministrazione è sotto tutela lo si deve a mesi di inazione e scelte finanziarie senza prospettiva» conclude l’ex sindaco domandandosi cosa dirà la Corte dei Conti quando esaminerà lo sfrenato uso di entrate una tantum utilizzate per chiudere il 2016 e pareggiare il 2017.

Per il capogruppo di Forza Italia Osvaldo Napoli «la realtà finanziaria del Comune ha raggiunto e superato il livello di guardia». Per Napoli l’azione della Giunta pentastellata comporta per gli incolpevoli torinesi tagli di spese, incrementi di imposte e tributi, investimenti azzerati con l’impossibilità di fare mutui, penalizzazione del personale.

«Tagliare le spese – precisa l’esponente azzurro – non è un esercizio neutrale, ma una scelta politica, anzi la più politica delle scelte in capo a una giunta. Così pure l’incremento delle imposte: ma niente è più politico che trovare il mix giusto fra le une e le altre». «Se Appendino -assicura Osvaldo Napoli – si mostrerà rispettosa delle prerogative del Consiglio potrà sperare in un confronto aperto e utile».

Anche per il consigliere Alberto Morano la Giunta pentastellata ha poco da rallegrarsi e, con la consueta analiticità, rileva come: «La situazione finanziaria del Comune di Torino è certamente il risultato dell’andamento gestionale di più anni. Non si può però non evidenziare come la Giunta Appendino non sia stata in grado di individuare efficaci misure ed abbia cercato di gestire con malizia ed improvvisazione l’emergenza. Temo – conclude Morano con parole di assoluta sfiducia – che la Giunta Appendino e il Movimento 5 Stelle non siano adeguati al compito».

Per l’ex assessore al Bilancio Gianguido Passoni «se la Corte dei Conti conclude la sua pronuncia chiedendo un monitoraggio semestrale dei conti , cosa mai successa prima – è perchè le incertezze sul futuro sovrastano qualsiasi eredità del passato».

Insomma l’alibi del “predissesto” pare avere le gambe corte anche se le responsabilità dei quadro dei conti torinesi risulta quanto mai complesso e i futuri equilibri finanziari peseranno non poco sul futuro di chi governa e di tutti i cittadini torinesi.

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