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domenica, 14 Luglio 2024

Coronavirus, Fazio nega un caso Piemonte

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Daniele Valle e Francesca Bonomo, consigliere regionale piemontese e deputata del Partito Democratico sostengono che “Il neo coordinatore del ‘gruppo di lavoro’ Ferruccio Fazio nega un caso Piemonte e scarica sulle indicazioni del governo la colpa dei ritardi nell’affrontare l’emergenza Covid-19, dimenticando che altre Regioni, pur attendendosi alle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, hanno da subito fatto più tamponi del Piemonte, che invece ha deciso di effettuare le verifiche del caso solo sui casi sintomatici con gravi crisi respiratorie e non a tutti gli altri”.

“Oggi in IV commissione – dice Valle – Fazio ha sostenuto sufficiente la capacità in termini di tamponi/giorno raggiunta dal sistema. Eppure dal territorio risulta ancora un lunghissimo tempo d’attesa e difficilissimo accedervi, se non per i casi più gravi che passano dal pronto soccorso. Così come vorremmo poter credere all’affermazione per cui di Covid-19 nelle Rsa non si muore più, si starebbero soltanto tracciando contagi non attivi: non è la realtà che riscontriamo. Appare contraddittorio lamentare anni di abbandono della medicina territoriale mentre lui stesso ammette che la rete è già ben impostata con 60 case della salute, un piano delle cronicità varato nel 2018 e interrotto da questa Giunta in fase di sperimentazione e 120 piazzole per l’elisoccorso e l’atterraggio notturno. Insomma, la strada era già tracciata e molto chiara: diamo a ciascuno le proprie responsabilità”.

“Il presidente Cirio ha chiesto più poteri per l’emergenza – aggiunge Bonomo – ma si è dimenticato di gestire quelli che già aveva. Le responsabilità sui tamponi, sui dispositivi di protezione per gli operatori sanitari e sulle segnalazioni dei casi di contagio rientrano tutti nelle competenze della sanità regionale, che la Giunta piemontese e l’Unità di crisi regionale hanno gestito in maniera davvero confusionaria e disordinata”.

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