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sabato, 13 Luglio 2024

"Città Metropolitana" e riforma del decentramento: Torino, una città in evoluzione

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Gianguido Passoni
L’8 agosto u.s. il Senato ha approvato in prima lettura la riforma costituzionale che supera il bicameralismo paritario, introduce il Senato non elettivo e cambia anche in parte il titolo V della costituzione, modificando le competenze relative all’attività di comuni, province e regioni. Per quanto riguarda la realtà piemontese il riordino delle province istituito con la cd “legge Delrio” ha comportato la nascita della Città metropolitana: già il prossimo 12 ottobre, circa 3820 tra Sindaci e Consiglieri Comunali eletti nei 315 Comuni della provincia di Torino, saranno chiamati a votare per eleggere il nuovo Consiglio della Città Metropolitana.
In questo contesto di profondi cambiamenti anche la Città di Torino si appresta a riscrivere la propria organizzazione amministrativa. Il dibattito che si è sviluppato nella Commissione Consiliare Speciale dedicata a riscrivere un nuovo modello di decentramento è ormai orientata – con buona pace dei Presidenti determinati invece a rafforzare il loro ruolo – a ridurre sia il numero di Circoscrizioni, passando da 10 a 6, sia il numero dei componenti le Giunte e i Consigli. Ma la riforma non si limiterà ad un’operazione, necessaria, di revisione degli organi di governance.
Occorre, infatti, riscrivere mission e competenze delle nuove Circoscrizioni, rafforzando gli istituti della partecipazione, anche attraverso modelli innovativi di coinvolgimento, come già dimostrato in alcune iniziative sperimentali che hanno suscitato interesse ed apprezzamento dei cittadini.
Il lavoro in corso riguarda anche l’individuazione delle sfere di competenze che saranno assegnate alle nuove Circoscrizioni, con l’indicazione – ormai assodata – di un rilascio di quelle socio-assistenziali. L’obiettivo è quello di esaltare il valore della sussidiarietà orizzontale: se un ente inferiore è capace di svolgere adeguatamente un compito, l’ente superiore non deve intervenire, anzi ha il dovere di sostenerne l’azione.
Procedure più semplici, erogazione più rapida delle prestazioni, migliore gestione e razionalizzazione dei costi, più autonoma capacità di coinvolgimento e sensibilizzazione. Un modello di governance e di democrazia locale che innovi il rapporto tra cittadini ed istituzioni.
La discussione dell’ultimo bilancio – non voglio nasconderlo – ha registrato il parere negativo delle Circoscrizioni. Pur rispettando le loro autonome deliberazioni, non ne ho condiviso le motivazioni e, talvolta, neanche i toni. La sensazione che ho ricavato dall’interlocuzione prima con i Presidenti e poi con i Consigli è che ormai da troppo tempo le Circoscrizioni si vivano come un corpo estraneo rispetto al Comune di Torino. Come se i vincoli, i tagli dei trasferimenti statali, le emergenze su cui siamo costretti ad intervenire e che si riversano pesantemente sui conti della Città non debbano avere ripercussioni anche sui bilanci delle Circoscrizioni. Come se i trasferimenti alle Circoscrizioni non debbano subire la stessa contrazione di risorse – non ultima quella arrivata ad una settimana dall’approvazione del bilancio preventivo da cui loro stesse insieme al welfare e all’istruzione sono state tenute fuori – a cui sono stati sottoposti i capitoli di spesa di quasi tutti gli assessorati.
Non nego che quest’anno le difficoltà siano superiori rispetto a quelle dello scorso anno, ma l’impegno nella riforma del decentramento cittadino conferma l’importanza che questo istituto ha nella vita democratica della Città. Il compito – della commissione prima e del consiglio poi – è di riscrivere gli strumenti e gli ambiti di competenza delle Circoscrizioni. Lo dobbiamo fare bene e in fretta perché si possa iniziare a testare la riforma già in questa consiliatura: occorre procedere speditamente per realizzare già nel 2015 la sperimentazione delle nuove competenze attribuite alle circoscrizioni dalla riforma e adottare il nuovo assetto istituzionale sin dalle prossime elezioni amministrative della primavera 2016.

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