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giovedì, 18 Luglio 2024

Chiamparino vuole un tavolo di confronto con le Poste

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Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, ha chiesto al presidente del Consiglio di amministrazione di Poste Italiane, Luisa Todini, e all’amministratore delegato, Francesco Caio, un immediato tavolo di confronto sul futuro del servizio postale nei territori rurali e montani piemontesi.
Martedì, Enrico Borghi, presidente nazionale Uncem, e altri 67 deputati hanno depositato alla Camera un’interrogazione a risposta scritta sul ridimensionamento del servizio di Poste Italiane in aree marginali e montane. A livello nazionale, nel nuovo piano, sono previsti 455 uffici postali in meno e orari ridotti in 608 uffici. Un consistente ridimensionamento.
Il deputato Borghi ha apprezzato dicendo: «Ringrazio il presidente Chiamparino per l’immediata iniziativa che consente di richiamare a tutti i livelli Poste Italiane alle proprie responsabilità, così come stiamo facendo in Parlamento mediante le iniziative di sindacato ispettivo che abbiamo avviato sul tema». La senatrice Nicoletta Favero, anche lei del gruppo Pd, ha aggiunto: «Sappiamo che sul tema dovrà esserci a breve un incontro tra l’ad di Poste Cairo e il sottosegretario Giacomelli. E’ chiaro che il piano non va bene e ha fatto bene il presidente Chiamparino a proporre un tavolo di confronto per il Piemonte. A questo punto è chiaro che dovrà essere rivisto nel complesso per tutto il territorio italiano».

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