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lunedì, 15 Luglio 2024

Caso cimiteri Torino, Morano: “L’utile di AFC non esiste”

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di Moreno D’Angelo

«Una corretta contabilizzazione la società non avrebbe generato utili e non avrebbe potuto distribuire alcunché al Comune di Torino». Il consigliere comunale Alberto Morano ha sollevato dure critiche sui conti di AFC Torino Spa, l’azienda che gestisce i servizi cimiteriali del Comune di Torino i cui bilanci sono oggetto di una indagine in corso della magistratura.

Il notaio Morano in particolare punta il dito sui dividendi distribuiti da AFC  nel periodo 2011-2015 a favore del Comune di Torino, ammontanti a 7.970.074. Un modus operandi sospetto tanto che su alcuni media la società è stata dipinta come una sorta “bancomat” per bilanciare i conti del Comune.

«L’utile distribuito esisteva veramente?» si chiede il consigliere. E spiega i dettagli delle presunte irregolarità contabili: «Vi è più che qualche fondata perplessità che gli importi incassati da AFC a titolo di subconcessioni loculi e cellette potevano essere contabilizzati per intero nell’anno dell’incasso, quand’anche riferito alla durata quarantennale della subconcessione non vi è dubbio invece che gli importi incassati ogni singolo anno per il recupero delle spese di gestione cimiteriale non potevano essere contabilizzate per la totalità riferita all’intero periodo quarantennale nell’anno dell’incasso, ma dovevano essere spalmate, sotto il profilo della competenza che regola i bilanci delle società, per un quarantesimo ogni anno». Insomma i conti del bilancio AFC non tornano e secondo il notaio una corretta contabilizzazione avrebbe “sfumato” utili che sono stati una manna dal cielo per le Casse del Comune beneficiario dei relativi dividendi.

Di fatto si sarebbe dovuto operare per ogni esercizio un accantonamento di 39/40 sugli introiti riguardanti le spese di gestione.

Per Morano nel caso AFC gli utili quindi non sussistono ricordando come questo tipo di logiche e di “utilizzi come cassaforte” siano come una costante nella gestione di ogni singola partecipata. Infine ammonisce: «L’illecita distribuzione di dividendi inesistenti e non solo incoerente con i principi contabili ma rappresenta un reato. Un conto è parlare di utili non maturati un conto è falsificare bilanci».

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