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lunedì, 15 Luglio 2024

Case di paglia, impatto zero senza rinunciare alla tecnologia

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Case di paglia, di legno, di argilla, di pietra. Ecocompatibili e con costi ridottissimi. Utopia? Ritorno al passato? Tutt’altro. Il progetto, presentato in questi giorni a “Restructura”, il salone dedicato a riqualificazione, recupero e ristrutturazione all’Oval di Torino, poggia su basi concrete che poco hanno a che fare con la nostalgia. E come spesso accade con le idee innovative, dietro c’è un gruppo di giovani. Si chiama “ArchiNature” il team composto da una decina tra architetti, ingegneri e designer tra i 19 ai 37 anni, tutti uniti dal medesimo obiettivo: creare abitazioni che migliorino la qualità della vita delle persone eliminando il superfluo, ma non le ultime tecnologie. Con un occhio all’ambiente e uno (il ché in periodi come questo non fa mai male) al portafoglio.
Luca Catalano, fondatore di “ArchiNature” e primo ideatore del progetto, spiega la filosofia che ci sta dietro. «Tutto è nato da un gruppo di lavoro al Politecnico – racconta – l’intento era quello di costruire abitazioni che lasciassero il territorio attorno il più possibile invariato. Abbiamo preso come esempio alcune strutture che si trovano sulle Alpi Svizzere, aggiungendoci comfort e tecnologia: siamo proiettati in avanti, non vogliamo vivere nel passato».
E quali materiali migliori di quelli naturali (e, in qualche caso, riciclati)? «La paglia, in particolare, è stata molto scartata nell’ultimo secolo – continua Catalano – in realtà è resistente ed è un ottimo isolante acustico e termico, il ché significa nessun bisogno di riscaldamento. L’illuminazione, invece, verrà data da pannelli fotovoltaici».  Tutto all’insegna dell’ecologia, quindi o «a impatto zero» secondo la definizione dei membri del gruppo. Non solo: visto che si tratta di materiali poveri e tendenzialmente destinati allo scarto, i costi vengono minimizzati.
E qui si arriva al lato imprenditoriale di “ArchiNature”: «In tempi di crisi, potersi comprare una casa di proprietà diventa per la maggior parte delle persone un’impresa impossibile – dice Alessandro Armuschio, altro membro del gruppo – Con noi, un’abitazione da 100 metri quadri viene a costare sui 90mila euro. Al momento stiamo muovendo i primi passi tra settore pubblico e settore privato. Siamo in trattativa con il Comune di Pianezza per alcune abitazioni e un centro sportivo e diverse persone si sono già mostrate interessate alla nostra idea».

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