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lunedì, 15 Luglio 2024

Carretta: “Pensiamo a vincere al primo turno. Sull’alleanza Appendino non ci ha mai contattato”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

“Credo che i cittadini abbiano bisogno di risposte sul lavoro, sull’ambiente e sul futuro. Non meritano un teatrino carico di rancore” così il segretario metropolitano del Partito Democratico Mimmo Carretta taglia corto sulla querelle tra Pd e M5s al centro dell’attenzione mediatica di questi giorni. La scelta della coalizione di centrosinistra di correre da soli per la poltrona di sindaco di Torino e la risposta della sindaca che chiude le porte a un sostegno dei pentastellati in caso di ballottaggio. 

La sindaca Chiara Appendino era stata tra le prime a sostenere l’alleanza Pd-M5s per le amministrative. Poi ieri il cambio di rotta in cui afferma che non voteranno Pd in caso di ballottaggio. Che ne pensa?

Credo sia opportuno abbassare i toni. Lasciarsi alle spalle, come diceva Plutarco, i difetti da cui occorre guardasi: l’arroganza, la presunzione, il protagonismo, l’invidia e, aggiungerei, il livore. 
Come ho già detto per me il ballottaggio non deve essere un voto contro, ma a favore di qualcuno. Se mi si chiede come mi comporterei io, sceglierei di votare per il candidato che preferisco. E così credo che i cittadini debbano scegliere il candidato e il percorso a cui si sentono più affini. Non servono posizioni prese con rancore.

Di un’eventualità di una corsa unitaria alle amministrative la sindaca ne ha mai parlato di persona con lei o con altri esponenti del Pd torinese?

Il mio telefono non ha mai squillato. Quello stesso telefono che non abbiamo mai esitato ad alzare per chiamare l’attuale amministrazione per offrire il nostro aiuto su temi che ritenevamo importanti per la città.

Dunque, il Pd prosegue per la sua strada…

Certo, le dichiarazioni di oggi di Letta sono una presa di posizione piuttosto netta. E d’altronde noi abbiamo già messo in atto il percorso delle primarie e definito il perimetro della coalizione.
So che a livello nazionale si procede verso un percorso unitario che condivido, ma sui territori ci sono dinamiche e specificità che vanno prese in considerazione. Torino ci ha visto contrapposti per cinque anni, certo in futuro si potrà costruire un dialogo pur nel rispetto delle diversità, ma non si può correre insieme.

Eppure un eventuale sostegno del Movimento 5 stelle al ballottaggio potrebbe essere utile…

Noi puntiamo al primo turno. Non ho mai sentito di un allenatore che prima di una finale importante scende negli spogliatoi e nomina i rigoristi. Si deve puntare a vincere la partita nei tempi regolamentari. Il nostro avversario è la destra: non ci riconosciamo nel modello di società e città di Salvini e Meloni. Vogliamo una Torino diversa. In questi mesi abbiamo lavorato confrontandoci con oltre 500 realtà tra mondo del lavoro, associazioni e enti per elaborare le idee di città che sono alla base del nostro programma e che vogliamo realizzare.

La macchina delle Primarie intanto è partita. Come procede? 

Le primarie sono uno strumento di partecipazione democratica aperto ai cittadini e dobbiamo sfruttarne tutte le potenzialità. Per questo invito i torinesi a recarsi nei gazebo e utilizzare la nostra piattaforma per scegliere il candidato migliore.
Quello che è certo è che sono tutte candidature valide e notevoli sulle quali troviamo un centrosinistra compatto. Chi vincerà avrà l’investitura del popolo e il sostegno della coalizione.

Insomma, il centrosinistra si prepara a riconquistare Torino?

Vogliamo tornare in sintonia con la città e con quelle fasce che alle ultime elezioni ci hanno voltato le spalle. Si tratta di inaugurare un nuovo ciclo. Come era stato con Castellani, un’esperienza che è proseguita con Chiamparino e Fassino. Quella spinta propulsiva si è poi esaurita. Torino è una città che è cambiata molto. Il nostro è un progetto di ampio respiro per parlare alla Torino del presente e del futuro.

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