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giovedì, 18 Luglio 2024

Caro Rolando, ecco perché il taglio delle agevolazioni TARI non è una questione secondaria

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L’assessore competente Sergio Rolando durante la Commissione Bilancio di quest’oggi in Sala dell’Orologio ha confermato l’ennesima stangata che colpirà i torinesi. Questa volta, però, a pagare il conto sono i cittadini in difficoltà economiche, quelli con Isee compreso tra gli 0 e 24 mila euro a nucleo familiare, che per la prima volta in dieci anni non potranno accedere allo sgravio (fino al 50%) sulla tassa rifiuti.

Una scelta incomprensibile e difficile da giustificare soprattutto perché a saltare sono 4 milioni di euro su un Bilancio di più di 1,3 miliardi. Incredibilmente poi l’assessore Rolando ha liquidato la vicenda a “tema secondario”, salvo poi promettere una correzione dei conti con l’assestamento di Bilancio.

Negli anni scorsi si trattava di agevolazioni certe, garantite sin dall’inizio in quanto coperte finanziariamente. Oggi, invece, il reperimento di queste somme è solo una promessa verbale con il rischio che tante famiglie in difficoltà si trovino la tassa di fatto raddoppiata.

Nel concreto una famiglia di quattro componenti che vive in circa 85 metri e con un reddito compreso tra 0 e 13 mila euro vedrà la sua tassa rifiuti lievitare da 177 a 322 euro, mentre una famiglia di cinque componenti che vive in circa circa 85 metri e con un Isee compreso tra 0 e 13 mila euro vedrà la tassa rifiuti passare da 207 euro a 376 euro.

145 euro di aumenti nel primo caso e 169 euro di aumenti nel secondo caso per famiglie già colpite dalla crisi o che attraversano un periodo di grande difficoltà economica. Una questione del tutto non “secondaria”.

Che la guida finanziaria del Comune fosse quanto meno confusa è chiaro da tempo a chi frequenta queste colonne. Basti pensare che il 31 dicembre, quando qualsiasi Giunta già guarda al bilancio preventivo dell’anno successivo, lo stesso Rolando assumeva ben 120 dipendenti amministrativi, appesantendo la spesa corrente del Comune di almeno 4 milioni di euro.

È questo un esempio tra i tanti che si potrebbero fare, ma che testimonia la miopia dell’attuale amministrazione, prigioniera della tattica e del facile consenso, ma senza nessuna strategia di lungo periodo.

 

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