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martedì, 16 Luglio 2024

Caat, Laus: “La Regione pronta ad uscire se non si ripristina dialogo”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Un passo indietro della Regione Piemonte sul Caat. È l’invito che il presidente del Consiglio Regionale Mauro Laus fa al governatore Sergio Chiamparino dopo aver ricevuto una “dura lettera” dai vertici di Apgo, l’associazione che rappresenta 75 degli 82 grossisti del Centro Agroalimentare di Torino.
«La Regione dovrebbe valutare la possibilità di rinunciare al proprio ruolo, seppure residuale, nell’ambito del Caat se non verrà tempestivamente ripristinato un dialogo sereno e trasparente con i grossisti che di fatto rappresentano il cuore dell’attività e che oggi minacciano di andarsene» afferma Laus. Che prosegue chiedendo a Chiamparino «di intervenire per soddisfare una naturale richiesta di approfondimenti rispetto alle spese di gestione e ai costi del personale sostenuti dall’amministrazione della Partecipata, dove il Comune di Torino detiene la maggioranza. In alternativa, credo sia giusto che la Regione, in qualità di socio pubblico, faccia un passo indietro, per dare un segnale forte sul piano politico».
Il presidente del Consiglio Regionale ha ricordato come il Caat sia «un centro di interesse nazionale dal quale dipendono tutti i mercati rionali, le mense, gli ospedali di Piemonte, Valle d’Aosta, parte della Liguria e della Francia, le cui entrate di bilancio sono costituite proprio dalla attività dei grossisti e dove lavorano oltre mille persone. Ritengo insensato che non si sia ancora trovata una via d’uscita, ricomponendo dissapori e mettendo tutte le carte in tavola: il ricorso ai tribunali e l’ipotesi di una fuga di massa impongono una riflessione profonda da parte di tutti i soci pubblici».

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