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venerdì, 19 Luglio 2024

Buoni Spesa Torino, Sganga (M5S): “La scelta della giunta si rivela vincente”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“In meno di una settimana a Torino si sono distribuiti 3.5 milioni di euro di buoni spesa a 10mila famiglie. L’obiettivo che come Movimento 5 Stelle avevamo dato alla giunta Appendino si può dire che sia stato raggiunto. Quello adottato è un sistema veloce, trasparente e immediato per rispondere all’emergenza Covid19”.
La capogruppo del Movimento Cinque Stelle in consiglio comunale di Torino Valentina Sganga commenta, a nome dei pentastellati in Sala Rossa i dati suoi buoni spesa distribuiti nei giorni scorsi per l’emergenza Coronavirus.

“Mentre altri Comuni, come Nichelino, sono stati obbligati a ritirare i buoni spesa cartacei distribuiti oppure altri, come Milano, hanno dovuto bloccare il tutto perché il sito è andato in tilt e rinviare la consegna dei buoni a dopo Pasqua, la scelta della Città di Torino si é rivelata tempestiva ed azzeccata”.
“Già da lunedì scorso, i primi beneficiari hanno potuto fare la spesa nei supermercati e nei negozi convenzionati e i messaggi di ringraziamento che abbiamo ricevuto, ci fanno enormemente piacere. Ci duole registrare che, anche su un’ottima iniziativa, ci sono forze politiche che non risparmiano polemiche e che trascorrono il loro tempo a diffondere falsi allarmi al posto di ascoltare quanto riferito in Commissione dall’assessore Pironti. Infatti, i dati aggiornati a ieri, ci dicono che la distribuzione dei buoni ha interessato la Grande Distribuzione Organizzata solo per il 28%. Prova che l’azione amministrativa ha premiato prevalentemente l’esigenza di agevolare la spesa di prossimità in piccole strutture di vendita (58%) e nei negozi di quartiere (14%)”.

“Questa è una situazione d’emergenza e la logica è ribaltata rispetto al solito, e anche rivoluzionaria per l’Italia: i controlli si faranno dopo ma subito si deve rispondere alla difficoltà dei torinesi. Difficoltà che, per un’azione tempestiva, non si possono stabilire con i parametri tradizionali della burocrazia. Per questo ci vuole responsabilità da parte dei cittadini e buon senso da parte degli enti erogatori: la centenaria esperienza di Torino, città dei santi sociali, in questo senso va sfruttata e ci sembra che questa sia la strada imboccata”, conclude Sganga.

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