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giovedì, 18 Luglio 2024

“Borsa Internazionale della Cultura evento unico”. Ma arrivano smentita e diffida legale

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Bernardo Basilici Menini

Una proclamazione che rischia di portare con se’ delle grane, tra le altre, giudiziarie.

I FATTI. I primi giorni del settembre scorso veniva alla luce un comunicato stampa emesso dall’assessorato alla Cultura in cui, deliberando l’istituzione della Borsa Internazionale della Cultura, che si terrà nel 2017 al Centro Congressi del Lingotto, si parlava di «un evento unico in Europa». Secondo il testo, infatti, non risultavano «esistere delle manifestazioni con queste caratteristiche». Peccato che, a parere della Fondazione Industria e Cultura, l’affermazione conterrebbe un errore grossolano. Cosa che ha portato gli avvocati di quest’ultima a inviare una diffida legale all’assessora alla Cultura Francesca Leon.

L’ACCUSA. Secondo la lettera, infatti, la Fondazione Industria e Cultura avrebbe organizzato nel 2014, sempre nello stesso spazio del Lingotto, la manifestazione The Culture Stock Exchange, presentata al tempo come «un innovativo marketplace europeo in cui il mondo della cultura e quello dell’impresa si incontrano per sviluppare, scambiare o co-produrre eventi culturali ed esposizioni». La giunta si sarebbe quindi appropriata di un primato che non le spetterebbe. Ma non solo.

Nelle righe della lettera, infatti, si legge che «ciò che sorprende è che la Città di Torino era tra i partner istituzionali dell’iniziativa e, quindi, necessariamente a conoscenza di tale preesistenza». Una gaffe nella gaffe, insomma, secondo la Fondazione Industria e Cultura.

Di tale gravità da portare quest’ultima a un invito ufficiale a «cessare immediatamente dalla progettata iniziativa e di darne notizia con la stessa ampiezza e diffusione data al comunicato precedente, indicando che l’unica titolare dei relativi diritti è la Fondazione».

In ultima una nota per prendere contatti in modo da cercare di risolvere amichevolmente la questione che «ha già cagionato alla Fondazione un rilevante danno anche sotto il profilo reputazionale e dell’immagine». Il tutto lasciando comunque aperta la possibilità ad un’azione risarcitoria.

LA RIPICCA. Secondo alcuni, la lettera non sarebbe che l’ultimo episodio della lunga querelle che sta contrapponendo la sindaca Chiara Appendino e l’ex presidente della Fondazione Torino Musei Patrizia Asproni, la quale, tra i vari incarichi, ha anche quello di presidente della Fondazione Industria e Cultura. Sarebbe una mossa di risposta, insomma, che la Asproni giocherebbe come scacco nel momento dei saluti.

LA RISPOSTA. In serata arriva la risposta dell’assessora alla Cultura, secondo la quale i due eventi non avrebbero la minima correlazione. «Oltre alla denominazione totalmente diversa – precisa la Leon –  il progetto della Borsa Internazionale della Cultura è differente da quello utilizzato dall’evento del 2014. Si precisa che nel progetto Borsa Internazionale delle Cultura si prevede di realizzare un piattaforma online, un organismo di certificazione e di formazione, oltre ad almeno due eventi internazionali di incontro. L’evento organizzato nel 2014 invece era finalizzato a mettere in contatto sostanzialmente operatori museali».

La lettera di diffida inviata all'assessora Leon
La lettera di diffida inviata all’assessora Leon

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