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venerdì, 19 Luglio 2024

Boeing 777 Malaysia Airlines: i resti nell'Oceano Indiano non erano dell'aereo

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È ancora avvolto nel mistero il destino dei Boeing 777 Malaysia Airlines partito l’8 marzo da Kuala Lumpur con 239 persone a bordo e sparito nel nulla.
I resti che il 26 marzo avevano spiunto il primo ministro australiano Tony Abbott e quello malese Najib Razar a dire che gli oggetti galleggianti individuati nell’Oceano Indiano appartenevano al volo MH370 in realtà non sono del Boeing.
L’aereo dunque non ha lasciato tracce al largo dell’Australia.
Mentre continuano le ricerche dunque si riparte da zero. Da quell’ultimo messaggio proveniente dalla cabina di pilotaggio che sarebbe stato “Buonanotte Malaysia 370” e non “Tutto bene, buonanotte” come era stato detto.
Bisognerà aspettare il 4 aprile perché si arrivi con la nave Ocean Shield, armata di localizzatore sottomarino nella zona delle ricerche. Infatti le strumentazioni di questa nave sono in grado di captare i segnali trasmessi dalla scatola nera. Però, c’è la grossa possibilità che per quel giorno le scatole nere non emettano più segnali visto che dopo trenta giorni si spengono automaticamente. Il che significa che diventerebbe impossibile localizzare e quindi sapere che fine ha fatto il Boeing.

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