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venerdì, 12 Agosto 2022

Bilancio e tagli allo sport, annullati i contributi su rendicontazione alle associazioni

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

di Giulia Zanotti

Sono 276 mila euro in meno quelli previsti per lo sport dal Bilancio 2017 della giunta Appendino. Soldi che andranno a mancare al fondo con cui negli anni scorsi le associazione sportive torinesi ricevevano un contributo sulle spese rendicontate.
Una questione di priorità, spiega l‘assessore allo Sport Roberto Finardi. «Quando mi sono insediato, lo scorso luglio, ho subito un primo taglio del 35 per cento. E ora per la messa in equilibrio dei conti un altro 30 per cento. Certo, avessimo un bilancio di 4 miliardi potremmo fare molto di più, invece i soldi non ci sono e si è dovuto tagliare qualcosa».
Dunque, quest’anno le associazioni sportive non consegneranno più i loro documenti con cui si rendicontano le spese di gestione (dagli affitti di sale, teatri per i saggi, ai campetti fino all’ordinaria amministrazione) per avere un ritorno dal Comune.
«Essendo solo marzo qualcosa contiamo di recuperare ma per ora si è scelto il male minore. Anche se ci dispiace. Abbiamo preferito tutelare quelle attività come piscine e palestre che riguardano l’eta scolastica, garantendo il servizio per bambini e ragazzi», spiega Finardi.
«Purtroppo non c’erano alternative – continua l’assessore – ma posso dire che Torino vuole continuare a investire sullo sport e che al di là dei bilanci ci sono state più eventi sportivi di notevole portata in questi ultimi nove mesi che in passato, anche di quando la città è stata Capitale dello Sport».
Non è invece della stessa opinione il consigliere Pd Mimmo Carretta che sottolinea come Torino «Ogni giorno ha la sua pena. Oggi la scure di Appendino si abbatte sullo sport. Un duro colpo, l’ennesimo, per una città che vede smontare, tassello dopo tassello, un sistema virtuoso e invidiato da tutti. il mondo dell’associazionismo è in ginocchio».

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