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venerdì, 19 Luglio 2024

"Berlusconi salvinizzato", il Patto con l'altro Matteo

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Dopo la rottura tra Pd e Forza Italia e il conseguente venir meno del Patto del Nazareno, governo e opposizione hanno iniziato a rimboccarsi le maniche per “spartirsi” l’area popolare, in vista delle prossime Regionali. In questo senso devono essere interpretati gli incontri succedutisi nei giorni scorsi: da una parte quello tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi e dall’altra quello tra Matteo Renzi e Angelino Alfano.
Il leader del Carroccio ha incontrato domenica ad Arcore l’ex Cavaliere, per discutere una possibile linea comune da portare avanti sia in Parlamento, per un’opposizione più dura al governo, che alle Regionali di maggio. «Forza Italia, a quanto ci hanno detto, ha deciso di essere all’opposizione. Questo ci riempie di gioia, l’abbiamo fatta da soli per troppi mesi. Vediamo se la ritrovata opposizione sarà duratura o temporanea», ha commentato Salvini che però sembra ancora restio a parlare di un’alleanza vera e propria.
Dopotutto si ricorda che appena tre anni fa il leader della Lega assicurava il suo elettorato affermando che non sarebbe mai tornato a scommettere su un accordo con Berlusconi. Da questo punto di vista, l’alleanza a 360 gradi cui ha fatto riferimento l’azzurro Renato Brunetta a termine dell’incontro tra Fi e Lega potrebbe sembrare un brusco ridimensionamento delle promesse fatte in passato. Umberto Bossi, perlomeno, ci aveva messo cinque anni per piegarsi nuovamente a un’alleanza con l’ex premier.
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi commenta con sufficienza l’avvicinamento tra il leader del Carroccio e l’ex Cavaliere. «Più Berlusconi si “salvinizza”, più i moderati non lo votano. Contento lui», commenta. Poi, però, convoca a Palazzo Chigi Angelino Alfano per fare il punto della situazione e capire se poter contare su Ncd nel portare avanti le riforme avviate dal governo.
In questi giorni, infatti, tornano ad essere discusse riforma costituzionale e legge elettorale, e la situazione in Parlamento sembra essere cambiata nettamente con l’addio di FI. «Noi sulle riforme ci stiamo perché fanno parte del patto di maggioranza – rassicura Alfano – Ma adesso chiediamo di costruire insieme l’agenda 2015».
Maurizio Sacconi, anche lui dell’Ncd, commenta le parole del suo segretario spiegando come il partito sia disposto a convergere con il governo sui contenuti comuni – nonostante il grande gap rappresentato dal tema “unioni civili” – poi le due aree torneranno ad essere alternative per l’elettorato.
In altre parole, dopo aver ricucito lo strappo provocato dall’elezione di Sergio Mattarella come presidente della Repubblica, Alfano resta a fianco di Renzi ma mette dei paletti invocando in sostanza un patto di governo. Il segretario di Ncd chiede spazio per la discussione di provvedimenti cari al suo elettorato: sicurezza, fisco, omicidi stradale, banche popolari e tutela della famiglia. Attendendo le prossime mosse, non resta che osservare quanto accadrà in Parlamento in questi giorni.

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