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martedì, 16 Luglio 2024

Berlusconi e il ritorno in politica: «Mi ricandiderò»

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«Certamente sì, mi ricandiderò non appena questa sentenza frutto di una giustizia sciagurata non sarà cancellata dalla Corte dei diritti dell’uomo in Ue». A parlare è Silvio Berlusconi nel corso della trasmissione televisiva Mattino Cinque.
L’ex premier annuncia così la volontà di tornare a giocare un ruolo da protagonista sulla scena della politica italiana, scagliandosi ancora una volta contro la condanna che sta scontando a seguito della sentenza Mediaset. Quattro anni di reclusione poi mutuati nei servizi sociali che sta attualmente svolgendo a Cesano Boscone, Milano.
«Sono stato eliminato dal Senato e dalla scena politica non con mezzi della democrazia, ma con altri mezzi che non dovrebbero essere utilizzati in una democrazia vera», commenta infervorato l’ex premier che però annuncia come presto potrebbe già finire il “contributo” richiestogli presso l’ospedale “Sacra Famiglia”.
«La scadenza dovrebbe essere anticipata al quindici di febbraio per il modo in cui ho svolto e condotto questo servizio» assicura il cavaliere, che solo nel maggio scorso aveva iniziato il suo servizio di assistenza agli anziani malati di Alzheimer. Con poco più di nove mesi, insomma, Silvio Berlusconi potrebbe chiudere definitivamente con la sentenza relativa all’acquisto di diritti tv Mediaset.
Ecco perché, dunque, sembrano iniziati i preparativi per il suo ritorno nell’agone politico, a partire dalla richiesta di annullamento della sentenza presentata alla Corte dei diritti dell’uomo in Europa. «Ho preso un impegno con gli elettori e non posso davvero lasciare con una situazione in Italia che rischia di andare in una direzione che i nostri elettori non vogliono», ha affermato l’ex premier che si è lanciato poi in una veloce analisi del lavoro di questo governo.
In primis la legge elettorale a proposito della quale, come annunciato ieri dallo stesso ministro per le riforme Maria Elena Boschi, sarebbero in corso colloqui con tutti i partiti dell’opposizione. Bene l’idea di premiare la lista e non più la coalizione, espediente che secondo Berlusconi permetterebbe di avanzare nella direzione del Bipolarismo.
«Come ho già detto – aggiunge il cavaliere – l’importante è che si passi al monocameralismo per una più rapida approvazione delle leggi e che ci sia una legge che non stimoli il frazionamento del voto». La riforma, continua, potrebbe essere approvata già nei primi mesi del 2015 permettendo al Parlamento di agire con «più rapidità sulle molte cose da fare nell’interesse del Paese».
Poi una critica alla manovra degli 80 euro in bus paga – «Non c’è una riduzione delle tasse, solo noi l’abbiamo fatta» – e l’apertura a nozze gay sull’esempio della legge tedesca, e alla cittadinanza ai figli di immigrati.
Per quanto riguarda le ipotetiche alleanze un unto fermo: nessun accordo con Ncd, il partito di centro destra guidato dal suo ex delfini, Angelino Alfano. «Non possiamo fare un’alleanza con chi ha tradito gli elettori e i signori di Ncd che sostengono un governo di sinistra contrario al mandato di chi li ha votati». A quanto pare il “tradimento” alfaniano è ancora duro da digerire.

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