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domenica, 21 Luglio 2024

Approvata la Legge di Stabilità di Renzi: pochi vincitori e molti vinti

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Tra strepiti, indignazione e plateali proteste è stata approvata la Legge di stabilità. Alla Camera, dove spiccava l’assenza del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, è stato votato il decreto legge uscito dal Consiglio del ministri lo scorso 15 ottobre e modificato nel corso dell’esame parlamentare. 307 favorevoli e 116 contrari. Soddisfatto il premier, Matteo Renzi, che ha fatto della “velocità delle riforme” un leit motive. Meno, parlamentari e senatori, che gli hanno rimproverato l’eccessiva fretta, criticando l’evento senza precedenti verificatosi lo scorso fine settimana al Senato, dove il voto finale al ddl è arrivato all’alba dopo continui rinvii.
La Legge di stabilità nei suoi punti fondamentali. C’è chi potrà beneficiare delle nuove norme più di altri. Perdono su tutta la linea i giovani e gli autonomi, categorie che spesso e volentieri coincidono. Dal 2015, infatti, verrà rivoluzionato il regime dei minimi delle partite iva, uno status agevolato destinato agli under 35. Fino a dicembre 2014, un ragazzo che guadagnasse meno di 30 mila euro all’anno poteva godere dell’irpef al 5%. Dal primo gennaio l’aliquota sale al 15%, triplicando, e la soglia dei 30mila euro annui viene ridotta a seconda dell’attività svolta, passando a 15mila euro per i giovani professionisti. In altre parole sarà molto più facile sforare, e la maggior parte degli under 35 che vorrà aprirsi una partita iva dovrà fare a meno del regime agevolato pur avendo introiti modesti. O andrà a incrementare il lavoro nero. Lo stesso premier Matteo Renzi ammette il problema ai microfoni di Rtl, promettendo di sopperire presto alle carenze della Legge di Stabilità appena approvata: «Non possiamo non inserire nei prossimi mesi un provvedimento ad hoc per i giovani professionisti che non hanno avuto vantaggi dalla legge di stabilità un intervento correttivo è sacrosanto e mi assumo la responsabilità di farlo nei prossimi mesi».
Cattive notizie anche per i pensionati, che vedono aumentare al 20% le tasse dei fondi pensione e al 26% le casse previdenziali dei professionisti. Va meglio, invece, ai lavoratori dipendenti che guadagnano tra gli 8mila e i 24mila euro all’anno e che si vedono confermato il bonus di 80 euro in busta paga. Accanto a loro i 330mila beneficiari del bonus bebè: per i nuclei famigliari con Indicatore di soglia economica equivalente sotto i 25mila euro annui è previsto un bonus di 960 euro che raddoppia nel caso l’Isee sia sotto i 7mila euro. Per venire in aiuto alle madri con almeno quattro figli e Isee fino a 8.500 euro, inoltre, verranno stanziati 45 milioni di Euro. Prorogati al 2015 i bonus ristrutturazione e gli ecobonus (al 50% per i lavori edili e al 65% per l’efficientamento energetico), misure pensate per dare una boccata d’ossigeno non solo alle famiglie ma anche a una categoria gravemente colpita dalla crisi come quella dell’edilizia. Congelati per il 2015 i rincari di Tasi e canone Rai, per cui si temeva un aumento, mentre passa la norma sul Tfr anticipato in busta paga, che però sconterà un prelievo pesante. Diventa legge la detassazione dell’Irap sul costo del lavoro che da anni attanaglia le imprese italiane, anche se i risultati non saranno visibili subito dato che la norma decorrerà a partire dal 2015.

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