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lunedì, 15 Luglio 2024

Appendino vuole una riunione di maggioranza, i suoi no. Intanto lei tifa Di Maio

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Che i risultati del voto di domenica stiamo lasciando strascichi notevoli sul Movimento Cinque Stelle è evidente a tutti. E a Torino le consultazioni elettorali hanno aperto una ferita difficilmente curabile.

Non solo le divisioni sul voto di fiducia a Luigi Di Maio chiesto dal vicepremier attraverso la piattaforma Rousseau, ma anche il destino stesso dell’amministrazione comunale, visto che la grande acclamazione popolare che li aveva portati alla conquista di Palazzo Civico, si è ridotta a un 13 per cento di consensi con un Partito Democratico che supera il 30.

Così Chiara Appendino ha convocato una riunione di maggioranza lunedì, da tenersi al termine del consiglio comunale. L’obiettivo il “che fare”, ovvero capire come sopravvivere nei prossimi due anni che restano alla fine della consiliatura.

Ma molti dei suoi consiglieri starebbero pensando di non partecipare a questa riunione, evidenziando ulteriormente così la frattura interna, tra i filo Di Maio e i movimentisti del …Movimento.

D’altronde che tra la sindaca e una parte della sua maggioranza ci fossero problemi non è una novità e i cosiddetti dissidenti più volte hanno messo in discussione il loro sostegno ad una Appendino colpevole, secondo il loro punto di vista, di non averli mai ascoltati realmente.

Intanto la sindaca ritorna su Di Maio: «La domanda da porre a chi vuole mettere in dubbio il ruolo di capo politico di Luigi è questa: “vuoi far cadere il Governo?” Io personalmente ritengo che il Governo debba andare avanti e nell’andare avanti il Governo ha bisogno di Luigi Di Maio e di tutti noi. La crisi significherebbe perdere la possibilità di arginare alcune posizioni della Lega in cui io non mi riconosco, e non portare avanti i provvedimenti del movimento». 

Continua Appendino: «Certamente possiamo migliorare il lato comunicativo, dobbiamo strutturarci meglio sui territori, ma la soluzione non è rimuovere Luigi da capo politico. Questa è una risposta emotiva che non risolve le nostre debolezze. Luigi ha un ruolo molto complesso e difficile – prosegue – credo si sia preso una grande responsabilità nella costruzione di questo Governo. Anziché alimentare un clima da forconi, in questo momento chi fa parte del Movimento dovrebbe stare vicino a Luigi, in un percorso anche di cambiamento ma in un clima sereno. Il mio invito quindi è di tornare a confrontarsi in un clima costruttivo dove non si voglia in qualche modo annientare un capo politico, perché non è questo il nostro mandato». Quindi piena fiducia a Di Maio.

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