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giovedì, 18 Luglio 2024

Anche le Aps tra i destinatari del “Bonus Piemonte”. Passa l’emendamento di Grimaldi, Sarno e Valle

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Mille euro per le Aps piemontesi. E’ quanto deciso nell’ambito della discussione in Commissione regionale che ha portato ad approvare il “Bonus Piemonte” per le realtà colpite dall’emergenza Coronavirus

A proporre l’aiuto per le associazioni di promozione sociale un emendamento al testo del decreto di Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi, firmato anche dai consiglieri Pd Diego Sarno e Daniele Valle.

“Una discussione sfiancante” afferma Grimaldi “La Commissione odierna ha proceduto a singhiozzi, l’Assessora Poggio era decisa a respingere tutti gli emendamenti delle opposizioni all’art. 3 e all’art. 4 del ddl, ma infine ha deciso di accogliere quello sulle APS”.

Il capogruppo Luv e gli esponenti Dem si dicono soddisfatti: “È una piccola correzione ottenuta in extremis, che sana parzialmente uno dei tanti problemi del Bonus Piemonte: grazie al nostro interventi. Le associazioni di promozione sociale e le SOMS che fanno anche della somministrazione di cibi e bevande un lavoro sono equiparate agli esercenti già inclusi nel Bonus, anche se purtroppo riceveranno solo mille euro”.

“Con il nostro lavoro di ieri e di oggi, tante categorie non considerate sono state infine incluse nel Bonus: librerie, autoscuole, agenzie di viaggio e negozi di abbigliamento, e poi, oltre alle APS, ludoteche. Tuttavia a questi soggetti è stata riservata poco più che una ‘mancia’ (1000 o 1500 euro) e tantissimi altri sono rimasti fuori” aggiungono i consiglieri, che concludono: “Avremmo volutoche l’Assessora Poggio ci spiegasse perché chi fa concerti dal vivo debba prendere quasi un terzo rispetto a chi possiede una discoteca e perché queste ultime, che vivono di spese vive più basse, cachet più bassi e lavori più saltuari otterranno 2500 euro di Bonus e posti come Hiroshima, Offtopic e CAP10100, aperti 6 giorni su 7 e con maggiori spese per i live e uguali limiti di riapertura, solo 1000? La Giunta, poi, bocciando alcuni nostri emendamenti, ha escluso migliaia di esercizi minori che non avendo strumenti di pressione adeguati sono rimasti a bocca asciutta e tutti i lavoratori che organizzano spettacoli dal vivo e service musicali. Non c’è una logica per queste discriminazioni, che nella migliore delle ipotesi sembrano frutto di puro dilettantismo e nel peggiore di un totale rifiuto di ascoltare”.

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