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domenica, 14 Luglio 2024

Alleanza Pd-M5s, Carretta: “Le disponibilità si costruiscono non si impongono”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Usa la metafora calcistica il segretario del Pd torinese Mimmo Carretta per rispondere alla sindaca Chiara Appendino e alla proposta di un’alleanza tra M5s e Partito Democratico alle prossime amministrative: ”Come alleantore posso avere i migliori calciatori a disposizione ma se il gioco non si amalgama, se non si crea lo spogliatoio, la sconfitta è garantita”.

Come dire che ognuno è meglio che continui a giocare la propria partita, e il Pd sta già mettendo in campo la sua formazione: “Guardiamo con attenzione e rispetto alle trasformazioni in atto nel movimento 5 stelle e non possiamo non cogliere con favore e attenzione le inversioni di marcia che sono in corso. A Torino il centro sinistra è in stato avanzato nella definizione del programma e della squadra. Nel contempo si lavora alacremente per sciogliere nodi politici, unico vero modo per costruire una proposta programmatica e politica in grado di arginare le destre che intanto macinano chilometri in una campagna che è già partita” spiega Carretta.

“Ho sempre creduto poco alla favoletta del “facciamo fronte comune per ostacolare la destra”. – prosegue Carretta –  In realtà, eccezion fatta per la breve stagione frontista della Francia del 36, è la Storia che ci crede poco. Siamo in una fase delicata per il Paese e bisogna immergersi nella consapevolezza che si deve costruire qualcosa per la città e non agire contro qualcuno o qualcosa. Dobbiamo fare nostro l’invito del Presidente Mattarella e lavorare per il bene di Torino, senza alimentare inutili ostilità. Dobbiamo dare risposte a tutti i cittadini che soffrono e che hanno smania di futuro. Bisogna costruire. In questo quadro se tutto non è supportato anche da convergenze programmatiche vere e solide si rischia solo di fare un torto alla comunità provocando solo un senso di spaesamento, un dissolvimento identitario incomprensibile”.

“Credo invece nella capacità di convergere su persone e idee da mettere in campo per reinventare Torino. Immagino percorsi forti sorretti dalla volontà di muoversi verso obiettivi condivisi, comuni, in grado di mettere da parte convincimenti personali. Su questo noi ci siamo. Il tutto però non può ridursi a proclami o posizionamenti tattici di singoli, lo trovo ingeneroso per tutti. Le disponibilità si costruiscono non si impongono. Intanto noi andiamo avanti, Torino aspetta proposte e soluzioni ai tanti problemi che l’attanagliano”.

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