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martedì, 22 Settembre 2020

Accoglienza migranti in Piemonte. Sganga (M5s): “Il decreto Salvini ha ricadute negative”

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

Anche in Piemonte c’è preoccupazione nella complessa realtà in cui si articola il sistema di accoglienza dei migranti per gli sviluppi del Decreto Sicurezza e Immigrazione. Valentina Sganga, capogruppo M5s in Comune, ha manifestato forti perplessità per le conseguenze del provvedimento fortemente voluto dall’alleato Matteo Salvini: «Abbiamo sempre reputato di voler puntare su un’accoglienza qualificata e controllata ma non possiamo esimerci dal sottolineare come tali scelte abbiano ricadute negative sul fenomeno migratorio e una drastica riduzione delle risorse e degli strumenti per migliorare l’integrazione e contrastare l’illegalità».
«Non abbiamo nessun interesse – ha puntualizzato la Sganga, cercando di gettare acqua sul fuoco – a esporci alle strumentalizzazioni politiche di chi vorrà contrapporci al Governo del Paese e al ministro Salvini. La nostra presa di posizione è quella di amministratori responsabili che hanno a cuore la loro Città e il destino di chi la abita».
Certo si tratta di un contrasto non di poco conto e non certo il primo per l’alleanza gialloverde che governa il Paese.
«La nostra amministrazione – ha aggiunto l’esponente pentastellata – è posta davanti alla prospettiva di un ridimensionamento della possibilità di accoglienza umanitaria e una profonda ristrutturazione del progetto Sprar, adottato da molti Comuni tra cui il nostro». 
I numeri del Sistema per per Accoglienti Asilo e Rifugiati vedono a Torino circa 478 persone, con uno stanziamento del Ministero degli Interni superiore ai 6,5 milioni di euro annui.
«Persone e fondi – denuncia la Sganga – che con il Decreto saranno spostate sul sistema dei Centri di Accoglienza Straordinaria in mano a privati e cooperative».
La Sganga auspica che il decreto sicurezza, per quanto riguarda le disposizioni in materia di immigrazione, possa essere oggetto di importanti miglioramenti in fase di discussione parlamentare.
«Il nostro obiettivo – conclude la capogruppo M5s – è salvaguardare il sistema SPRAR, l’unico in cui i fondi pubblici vengono gestiti da un sistema pubblico, e cercare risposte per la mancata attivazione dei progetti per i richiedenti asilo. Se chi arriva viene privato della possibilità di accedere al permesso di soggiorno e, allo stesso tempo, non può essere rimpatriato, come si può garantire la sicurezza del territorio?».
Parole in cui emergono le notevoli contraddizioni e limiti di un sistema di accoglienza su cui pesano i ritardi di concrete e diffuse pratiche e politiche di reale integrazione che garantiscano la tanto decantata sicurezza e lotta all’illegalità.
L’intervento di Valentina Sganga è avvenuto nel corso della Commissione Servizi Sociali che ha fatto il punto sulle conseguenze che il Decreto Sicurezza e Immigrazione potrà avere sul sistema di accoglienza dei migranti nel territorio torinese.

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