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lunedì, 15 Luglio 2024

AAA cercasi sensibilità istituzionale

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Susanna De Palma
Susanna De Palma
Laureata in Scienze Politiche. Giornalista professionista dal 2009. Fin dagli anni del liceo collabora con alcuni giornali locali torinesi, come la Voce del Popolo e Il Nostro Tempo. Dal 2005, pur mantenendo alcune collaborazioni, passa agli Uffici Stampa:Olimpiadi 2006, Giunta regionale, Ostensione della Sindone. Attualmente giornalista presso l'ufficio stampa del Consiglio regionale Piemonte.

In periodo di piena emergenza sanitaria legata al Coronavirus, in cui i problemi sembrano essere accentuati dalla solitudine, dalle chiusura o limitazione di servizi essenziali (pasti caldi, mense al coperto, docce, centri di ascolto), dalla carenza di informazioni e di strumenti per prevenire e tutelarsi dalla diffusione della pandemia, in cui le reti volontarie di solidarietà sembrano indebolite dalle distanze, l’amministrazione comunale torinese sceglie, senza il minimo pudore, l’assenza totale di sensibilità istituzionale e, anziché sopperire ai vuoti fisici ed emotivi della popolazione più debole, infierisce chiudendo quei pochi spazi di accoglienza, supporto e aiuto che ancora sembrano reggere all’incertezza di un tempo storico senza precedenti.

Dimentichiamo per un attimo la figura romantica del clochard, quello che la vita di strada l’ha scelta come forma di opposizione al sistema, alle regole. Non c’è nulla o forse poco di romantico nell’essere un senzatetto. Senza documenti non sei nessuno; senza lavoro non hai possibilità di riscatto, se sei italiano è più facile che ti aiutino, è una guerra di tutti contro tutti, per un letto, una coperta, un sacco a pelo, un bagno  o un pasto caldo.

Chiudere i siti di accoglienza e rimettere in strada decine di persone senza alternativa semplicemente perché è arrivata la bella stagione, vuol dire rimandare o decidere coscientemente di non affrontare la questione a 360 gradi.

Vuol dire non mettere mano alla gestione e alla sicurezza dei siti, vuol dire non ascoltare le segnalazioni e le suggestioni di centinaia di volontari e professionisti che scelgono di dedicare quotidianamente il loro tempo agli indifesi, agli esclusi, vuol dire non mostrare un briciolo di sensibilità che rende le istituzioni umane e capaci di interpretare i bisogni di tutti.

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