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venerdì, 19 Luglio 2024

Toro, ma con il Napoli era una partita?

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

L’attaccamento alla squadra è immutato, come ovvio. Come la necessità di non aizzarci contro i singoli giocatori dopo una sconfitta. L’ennesima, per la verità. Ma la verità, appunto, non ce la possiamo nascondere. Lo spettacolo deludente, e in certi tratti squallido, della partita contro il Napoli al San Paolo è la ennesima conferma di quello che diciamo da qualche settimana. E cioè, della campagna acquisti condotta dal Torino quest’estate l’unico ad esserne uscito benissimo è il Presidente Cairo. Ha guadagnato bene – anzi benissimo – ma la ricaduta sulla squadra è sotto gli occhi di tutti. Giochiamo benissimo contro le squadre che hanno una caratura da serie B italiana – anche a livello di premier League – mentre non c’è praticamente confronto contro una normale squadra di serie A. Certo, le cose possono cambiare strada facendo ma, per il momento, è indubbio che il quadro non è confortante. E la partita contro il Napoli, peraltro non in splendida forma, lo ha platealmente dimostrato. Abbiamo giocato circa 25 minuti, dopodiché il Napoli ha avuto circa 7-8 palle gol che solo uno strepitoso Gillet ci ha evitato di tornare sotto la Mole con un risultato da punteggio tennistico. Stanchezza per il turno europeo? Ma va là, questi allegri milionari hanno difficoltà a fare, talvolta, 2 partite settimanali? Il problema, semmai, è sempre lo stesso: e cioè, il duo Cairo-Ventura ha smantellato per motivi a noi misteriosi l’impianto della squadra dell’anno scorso sostituendolo con un assetto che difficilmente riuscirà a competere. Ovviamente non parliamo del livello europeo ma ci limitiamo a quello nostrano…
Ora, per evitare prevedibili e del tutto fisiologiche contestazioni dei tifosi e non solo della Maratona, è già arrivato il momento per studiare le contromosse da mettere in campo con la riapertura del mercato di gennaio. Sapendo sin d’ora che non passa attraverso i Barreto, i Larrondo o, peggio ancora, gli Amaurì il rilancio del Torino. Quello, semmai, è una linea che ci evita – forse – la serie B. Ma nulla più…

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