16.7 C
Torino
martedì, 22 Settembre 2020

“Steve Jobs” secondo Danny Boyle e Michael Fassbender

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Più letti

Nova Coop, 2,6 milioni di premio salario variabile collettivo ai dipendenti

NovaCoop, cooperativa piemontese di consumatori del sistema Coop, darà ai dipendenti un premio di salario variabile collettivo, che complessivamente supera i 2,6 milioni di...

Farinetti, Eataly: “Serve il prelievo forzoso sui conti degli Italiani per la ricostruzione”

Oscar Farinetti il proprietario Eataly, intervistato dal "Fatto Quotidiano", ha paventato una soluzione che secondo lui potrebbe risolvere il problema di come finanziare la...

Cronaca della notte di tensione al Caat

È tornata la normalità al mercato agroalimentare di Grugliasco, il Caat. Una notte difficile quella appena trascorsa. Una notte in cui la tensione ha...

“Italia ciao”, Povia cambia “Bella ciao” e fa infuriare gli antifascisti (VIDEO)

Il cantautore Giuseppe Povia, come aveva annunciato, ha rivisitato la canzone dei partigiani "Bella ciao", cambiando il testo in "Italia ciao". Una perfomance andata in...
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Andrea Zummo

15 anni o quasi nella vita di Steve Jobs (1955-2011), l’uomo citato insieme a Bill Gates, come padre dell’imprenditoria informatica del secondo Novecento. La storia raccontata nel biopic di Danny Boyle (ex cattivo ragazzo di “Trainspotting”, consacrato con l’Oscar di “The millionaire”), abbraccia il lasso di tempo che va dalla presentazione del primo Macintosh, nel 1984, al lancio del primo IMac, nel 1988. Una vita raccontata da dietro le quinte, subito prima di tre delle sue celeberrime presentazione dei nuovi modelli: eventi di folla, curati nei minimi dettagli con precisione maniacale e perfezionismo ossessivo. Al centro di tutto lui, Steve Jobs (M. Fassbender), attorniato da collaboratori e dalla sua onnipresente assistente Joanna (K. Winslet). Ne esce il ritratto di un uomo dalle intuizioni grafiche e di design geniali, capace di cogliere la previsione del futuro relativamente ai prodotti dell’informatica (la citazione iniziale del video di Arthur C. Clarke è fortemente evocativa), ma anche dall’orribile piano privato e degli affetti: quasi misantropo, vessatore, arrogante, incapace di fare autocritica e restio a chiedere scusa. Ne fanno le spese le persone intorno a lui, in primis la figli Lisa.

- Advertisement -

I tre blocchi temporali del film (1984, 1988 e 1988) sono scanditi dagli incontri che Jobs fa, immediatamente prima delle presentazioni dei nuovi prodotti commerciali, con alcuni suoi ex colleghi e collaboratori (John Sculley, Steve Wozniak), sua figlia e la sua ex compagna, oltre che da ricordi e flashback che ricostruiscono gli eventi di collegamento.

- Advertisement -

Con una sceneggiatura parlatissima (plot del premio Oscar, per “The social network” Aaron Sorkin), fatta di dialoghi serratissimi e affidata a un cast notevole, è il trionfo dell’interpretazione di Fassbender, che dà al suo personaggio la giusta dose di ambiguità, tra fascino del genio e indole crudele. Con lui da citare anche la segreteria tenace di Kate Winslet e l’ex ad Apple di Jeff Daniels. Regia funzionale alla storia, che bracca i personaggi con abilità, musiche ben dosate.

Resta il dubbio, a prescindere dalle capacità straordinarie di Jobs, che Wozniak, suo collaboratore dei primi anni della gioventù, esprime verso la fine della storia: “Si può essere geniali e corretti”. La domanda è legittima, oltre all’affermazione. Jobs, che si autodefinisce colui che “suona l’orchestra”, forse non era interessato a porsi il dilemma. Discutibile quanto si vuole, per la sua indole, le sue scelte o la sua vita, resta uno dei protagonisti indiscussi, nel campo delle conquiste informatiche, come il film di Boyle, senza farne un santino, racconta.

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor
Nuova Società - sponsor per la tua pubblicità in questo spazio, contatta la redazione

Primo Piano

Caso Ream, Appendino: “Ho agito in buona fede. Resto sindaca ma mi autosospendo da M5s”

Dopo la sentenza di primo grado che la condanna a sei mesi per il reato di falso in atto pubblico relativo al...

I Cinque Stelle dalla parte di Appendino: “Continuiamo a sostenerla”

Se la maggioranza pentastellata ha vissuto momenti di crisi e ha dubitato della propria sindaca non è di certo oggi. Anzi la...

Ream, Lo Russo e Carretta: “Giudizio politico negativo non cambia, serve guardare a futuro”

Il Partito Democratico commenta la sentenza del processo Ream che condanna Chiara Appendino a sei mesi per falso in atto pubblico. Commenti...

Processo Ream, Appendino condannata per falso in atto pubblico

La sindaca Chiara Appendino è stata condannata per falso in atto pubblico relativo al bilancio 2016 nell'ambito dell'inchiesta che la vedeva imputata...

Ream, la sentenza per Appendino alle 15 ad urne chiuse

La sentenza del processo Ream che vede tra gli imputati Chiara Appendino, il suo ex capo di gabinetto, Paolo Giordana, e l’assessore...