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sabato, 20 Luglio 2024

Roberta Martini, la più bella del reame

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

L’imprenditrice di origine langarola, alla vigilia della presentazione della sua nuova collezione, si racconta

di Paolo Pazzi

Da buon piemontese non potevo non conoscerla, così la contatto e lei gentilmente mi incontra dopo pochi giorni. Lo sfondo è quello del giardino del Mandarin Oriental Milan. Arriva puntualissima e sorridente: leggins, camicia di jeans, sneakers ed una Chanel bag rosa. Impossibile non notarla per la statuarietà del suo metro e ottantaquattro. Si dimostra subito affabile e davanti ad un caffè inizio a conoscerla. Roberta Martini, classe 1974, piemontese DOC. Nata nelle Langhe da una famiglia di produttori vinicoli è diventata una delle donne più influenti del panorama moda internazionale. Bellissima ed intelligente non nasconde le sue radici da ragazza di campagna e delle difficoltà incontrate i primi anni milanesi. Cosa ti ha portata dal Piemonte a Milano? Inizialmente è stata la curiosità della grande città così diversa dal contesto in cui vivevo. Mi piaceva l’ idea di diventare famosa per quello che erano le mie doti (sia fisiche che intellettive) e non grazie ad un’azienda di famiglia alle spalle. Insomma volevo costruirmi da sola, essere qualcuno. In tutta sincerità “volevo che il mondo sapesse che c’ ero”! Ricordo che quando ero piccola spesso mi intristivo e pensavo che la mia vita fosse banale e noiosa. Oggi, a 42 anni, mi rendo conto che di emozioni quella bambina di Cortemilia ne ha avute anche troppe! Cosa ritieni sia alla base del tuo successo in una realtà in cui non è certo facile affermarsi e soprattutto confermarsi nel tempo con nuove sfide? Si racchiude tutto in due parole: caparbietà e professionalità! Se non si studia, non ci si aggiorna, non si è costantemente preparati sul mondo in cui viviamo si finisce per essere una “modellina” come ce ne sono tante che, dopo qualche anno, vengono dimenticate. Io la moda ce l’ avevo e continuo a sentirla nel sangue: sopra, dietro e durante le passerelle. Ho studiato molto e mi appassiona la storia della moda e il modo con cui si sia imposta creatività e originalità attraverso straordinari personaggi che hanno creduto, anticipando tempi e tendenze (un fattore chiave in questo settore) con quello che proponevano con testardaggine in contesti tutt’altro che facili. Per questo ho sempre lavorato duro, fatto orari incredibili, passando anche per diete drastiche e scelte impegnative, ed ora eccomi qui. Ma la vetta che desidero è ancora lontana (e scoppia a ridere). Perché questa risata. Dove vorresti arrivare? Io parto dall’idea che non ci sia una vetta, un traguardo. Insomma io mi sento fortemente autocritica e uno dei miei motti è: “una cosa fatta bene può sempre essere fatta meglio”. Un mio desidero è quello di riuscire a lasciare una traccia nella storia della moda italiana. Non ho avuto figli ma, in ogni caso, mi piacerebbe lasciare ai giovani indicazioni solide e serie. Trasmettere l’importanza del fare tesoro di insegnamenti che possono rappresentare possibilità e “trampolini di lancio”. Far capire che le strade possono essere anche tortuose e, se non ci si prepara adeguatamente, si può anche annegare facilmente come chi si avventura in mare aperto senza aver seguito alcun corso di nuoto. In chiave positiva, guardando ai giovani, posso dire che noi abbiamo l’ esperienza, loro idee fresche e se tra questi fattori si sviluppa sintonia e simbiosi il gioco è fatto: Si Vince! Inoltre non dimentichiamo che i cosiddetti “langhetti” hanno testa dura come le radici profonde con la propria terra. Quale sarà il prossimo traguardo? E’ un obiettivo molto importante: dopo 25 anni di lavoro a settembre verrà presentata la prima collezione S/S 2018 firmata Roberta Martini. Un passo che rappresenta Il mio lancio a 360 gradi nella moda italiana. Allora grande Roberta “in bocca al lupo”. “Viva il lupo!” risponde con un intrigante sorriso.

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