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giovedì, 6 Maggio 2021

Processo per terrorismo No Tav, dopo una notte di botti fiori per Chiara

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

A consegnare il bouquet di rose rosa è stato uno dei suoi avvocati, Claudio Novaro, colorando così anche solo per un attimo l’aula bunker del carcere Le Vallette di Torino.
Durante l’udienza per il processo ai quattro attivisti No Tav accusati di terrorismo a Chiara Zenobi, imputata e detenuta dallo scorso dicembre, sono stati consegnati dei fiori. Infatti, la 41enne ieri si è sposata in carcere.
Sul mazzo anche un nastro con un messaggio di auguri e un adesivo del movimento No Tav: “Auguri resistenti Chiara. No Tav fino all’ultima battaglia, fino all’ultima bottiglia”.
Ma non è l’unico dono ricevuto dalla novella sposa che si è vista anche consegnare una carta d’identità come “cittadina” della Libera Repubblica della Maddalena. Tra il pubblico dell’aula bunker si dice che ieri non ci sia stato nessun blitz a colpire i muri della prigione, ma che si trattasse di fuochi d’artificio sparati per festeggiare l’evento.
Resta il fatto che gli artificieri hanno iniziato le analisi su i resti dei “botti” ritrovati davanti ai cancelli del carcere e già nelle prossime ore si potrà dire quanto erano pericolosi. Mentre il carabiniere ferito, dopo una notte in osservazione, è stato dimesso.
Tornando al processo oggi è il giorno del capo della Digos Giuseppe Petronzi che è stato ascoltato come teste su quanto accaduto la notte del 14 maggio 2013.

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