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mercoledì, 24 Luglio 2024

Olimpiadi 2026, Appendino non hai più tempo. Milano e Cortina senza Torino?

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

“Vogliamo Torino e il Piemonte protagonisti e non stampelle di altre città”. È sera tardi quando Appendino esce dalla sede del Coni dove ha avuto l’ultimo incontro con il presidente Giovanni Malagó prima della giornata decisiva del 1 agosto quando il Comitato olimpico si pronuncerà sulla città da candidare ai Giochi invernali del 2026. La sindaca lo ha sempre sostenuto e lo ha ribadito anche nel meeting ieri: “la candidatura di Torino è la più forte e la nostra proposta la più convincente. Abbiamo seguito l’iter indicato e ora spetta il Coni fare le valutazioni del caso e decidere entro la data del 1 agosto”.
Insomma nessun accenno a quella candidatura unitaria con Milano e Cortina e a cui le altre due città sembrano già aver aperto le possibilità con il sindaco di Milano Beppe Sala e il governatore del Veneto Luca Zaia che si dicono pronti a sedersi a un tavolo e discutere di una olimpiade a tre.
Infondo sembra proprio essere questa la strada indicata ieri dal Coni stando alle parole dello stesso Malagó che avrebbe chiesto alle tre città di valutare l’ipotesi di una candidatura unitaria e senza capofila.
Ma Appendino di questa proposta non dice nulla. Fuori dalla sede romana ripete “abbiamo solo parlato del dossier che riguarda Torino“. Ma in fondo il suo no a una candidatura a tre è scritto tra le righe ed è scritto anche in quella delibera votata dal consiglio comunale nelle scorse settimane e dell’atteggiamento irremovibile della maggioranza Cinque stelle che su queste candidatura ha dettato le sue condizioni. Impossibile pensare che la sindaca riporti la questione in consiglio o che ci siano altri vertici di maggioranza e tempo è troppo poco. Anche per dare un segnale forte al Cio il Coni è intenzionato a decidere sulla candidatura italiana entro il 1 agosto. Se le città saranno d’accordo sul correre insieme bene, altrimenti il consiglio dovrà andare per forza di cose al voto e forse allora la irremovibilità della sindaca potrà costare caro al sogno delle olimpiadi torinesi.

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