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martedì, 22 Settembre 2020

Muore migrante nel Cpr di Torino: scontri in strada e rivolta nel centro

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Andrea Doi
Andrea Doi
Giornalista dal 1997. Ha iniziato nel '93 al quotidiano La Nuova Sardegna. Ha lavorato per Il Manifesto, Torino Sera, La Stampa. Tra le sue collaborazioni: Luna Nuova, Il Risveglio del Canavese, Il Venerdì di Repubblica, Huffington Post, Avvenimenti e Left. Dal 2007 a Nuova Società.

La morte nel reparto infermeria del Centro Permanenza e Rimpatrio di Torino, in corso Brunelleschi, di un migrante del Bangladesh di 32 anni è stata la miccia che ha fatto scoppiare una rivolta all’interno dell’ex caserma e scontri in via Monginevro tra polizia e antagonisti.
Le proteste sono scoppiate all’interno del Cpr quando era arrivata la notizia che un bengalese senza fissa dimora era morto nella notte, dopo il trasporto nel reparto di infermeria. Le sue condizioni sarebbero state già precarie al suo arrivo.
I migranti per protestare hanno acceso dei piccoli incendi, mentre in serata manifestanti, soprattutto anarchici, si sono dati appuntamenti alle 21.30 sotto le mure del Cpr per portare solidarietà. Dal tam tam di Facebook veniva spiegato che si vedevano colonne di fumo arrivare dall’interno della struttura, frutto probabilmente, secondo i manifestanti, di lanci di lacrimogeni. Sempre secondo i solidali all’interno del Cpr era stato utilizzato anche un idrante per sedare la rivolta. Dopo le 22.30, però, la polizia ha caricato in via Monginevro per allontanare i manifestanti.
Chi è sceso in strada per dare solidarietà ai migranti il 32enne deceduto, secondo il medico legale per cause naturali,sostiene che la vittima «non avrebbe avuto le cure sanitarie di cui aveva bisogno».

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