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venerdì, 27 Gennaio 2023

Laura Pompeo: nuove sfide per il domani di Moncalieri

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Rosanna Caraci
Rosanna Caraci
Giornalista. Si affaccia alla professione nel ’90 nell’emittenza locale e ci resta per quasi vent’anni, segue la cronaca e la politica che presto diventa la sua passione. Prima collaboratrice del deputato Raffaele Costa, poi dell’on. Umberto D’Ottavio. Scrive romanzi, uno dei quali “La Fame di Bianca Neve”.

Laura dei record. Nella storia elettorale di Moncalieri mai nessun candidato alle elezioni ha mai raccolto così tante preferenze, e un primato nell’altro, mai a farlo è stata una donna.  Laura Pompeo ha sfondato con 909 voti ed è stata non solo riconfermata al consiglio comunale di Moncalieri: nella giunta del rieletto sindaco Montagna, mantiene le deleghe alla cultura, al turismo, alle pari opportunità alle quali si aggiunge quella nuova e strategica dei rapporti con la città metropolitana.

Laura Pompeo, un risultato eccellente che la pone sotto un riflettore esigente: da dove inizierà il suo lavoro?
Il lavoro che mi aspetta è tanto: ricomincio dall’impegno a consolidare e a continuare ciò che ho iniziato nel precedente mandato e fatto crescere in questi cinque anni. Certamente continuerà il nostro impegno per la riqualificazione e il rilancio del Castello, in particolare ricordo l’orgoglio per l’acquisizione del suo Parco che è ormai è un dato di fatto. Presto potremo raggiungere un altro grande ed importante risultato: l’apertura del parco reale storico di Moncalieri, patrimonio dell’Unesco dal 97 e oggi  della Città proprio grazie a questa amministrazione.

Su quali concetti si basa la sua attenzione per una dimensione turistico culturale di Moncalieri?
Oltre al Castello di cui abbiamo parlato e al Parco, senz’altro non possiamo prescindere da un importante  intervento sul fiume Po. Al centro sarà la valorizzazione della nostra biblioteca  che ricordo essere capofila di quelle metropolitane del sistema Sbam. Dare un impulso nuovo al turismo passa attraverso il grande interesse verso la nostra città che abbiamo avuto e che mai abbiamo conosciuto prima.

Non solo lei è stata la più votata. Lei è una donna. Sono insieme due novità da leggere con interesse, non crede?
Sul tema delle pari opportunità, è stato fatto negli anni scorsi un grande lavoro: credo che, oltre a rivendicare con orgoglio il risultato che ho ottenuto, sia da sottolineare l’invito a tutte le donne a dedicarsi alla politica, a sceglierla e a viverla. Questo successo lo dedico a tutte loro.

Nuova delega alle relazioni con la città metropolitana.
E’ molto stimolante e sfidante, ho avuto modo di misurarmi su molti temi a riguardo in questi cinque anni e rapporti e contatti che mi impegno a intensificare per costruire insieme. Credo che Moncalieri non possa non essere guardata in un ottica di area metropolitana, come nessuno dei nostri comuni oggi può  ragionare solo guardando a sé stesso. E’ una sfida che sono pronta ad affrontare, in sinergia coi colleghi, è fondamentale sempre di più, oggi, giocare la partita della Moncalieri di domani e nel quadro della città metropolitana è opportuno che Moncalieri collabori e possa distinguersi in armonia con gli altri luoghi, per specifici valori di immagine, di attività culturale innovativa, dalla promozione del paesaggio. L’obiettivo è quello di incentivare il rapporto tra territorio e vita dei cittadini, guardando in prospettiva più ampia e di squadra. Le relazioni già ci sono, sono buone, dobbiamo mettere a frutto per il meglio.

Nella tarda primavera del 2021 si voterà per il sindaco di Torino. Cosa ci si aspetta dal prossimo sindaco metropolitano?
Credo che sia indispensabile non dimenticarsi dell’area metropolitana. C’è stata un’assenza in questi anni che si è sentita, oggi non possiamo più ragionare ciascuno per sé: siamo una conurbazione popolosissima, se guardiamo ad altre grandi città europee, non possiamo pensare che Torino viaggi da sola senza quella che un tempo era la sua provincia. Dobbiamo fare dei progetti che riguardano l’impresa, la cultura, il turismo, che riguardano l’innovazione, la ricerca ma assolutamente in collaborazione. E’ quello che abbiamo  cercato di fare in questi anni. Manteniamo la nostra identità, ma non ci sentiamo separati da Torino né dalle città vicine. Tutto oggi deve passare attraverso un consesso di rappresentanti istituzionali che dialogano insieme il più possibile. Diversamente non potremo andare avanti.

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