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mercoledì, 24 Luglio 2024

La campagna di Francia

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

L’ordine perentorio di mobilitazione delle Forze armate italiane è scattato. 8 milioni di baionette, istruite da 16 milioni di social e dalla piattaforma Rousseau, fremono all’idea di combattere al comando dei Marescialli dell’ugola Luigi Di Maio Badoglio e di Matteo Salvini Graziani.
Ieri a Roma, dinanzi agli operatori dell’Istituto Rai Luce i due, su un carro armato Leopard di ultimissima generazione, hanno passato in rassegna le nostre valorose truppe, con in prima fila la Brigata Sassari (i sardi piccoli) e in ultima i Granatieri di Sardegna (i sardi alti) nel mezzo un mix di padani, longobardi, celti, romani, taurini, apulei, un cocktail di razze della nostra gloriosa Italia.
Di Maio, in tuta mimetica in dotazione agli incursori di SuperMarina, l’altro con le mostrine del SuperGenio su una virile felpa color kaki libico, entrambi con un bastone da cerimonia in stile napoleonico, hanno salutato i nostri soldati pronti alla campagna di Francia.
Il dado è tratto. Il premier Giuseppe Conte ha consegnato nelle mani dell’ambasciatore di Francia a Roma la dichiarazione di guerra.
Sobrio, ma maschio, il discorso dei Marescialli Di Maio e Salvini ai soldati schierati: «Un’ora, segnata dal destino, batte nel cielo della nostra Patria. Scendiamo in campo contro un Paese colonialista che in ogni tempo ha ostacolato con la sua moneta la marcia e spesso insidiato l’esistenza medesima del popolo italiano. La nostra coscienza è assolutamente tranquilla. L’Italia leghista e pentastellata è compatta come non mai. La parola d’ordine è una sola: VINCERE».
Da ieri, 21 gennaio 2019, il battaglione paracadutisti dei carabinieri Tuscania presidia la frontiera di Bardonecchia, la gloriosa Divisione Ariete, trasferita d’urgenza da Est a Ovest è pronta al balzo per fare di un sol boccone la Costa Azzurra, mentre i C40 Lockheed dell’Aeronautica militare rullano minacciosi sulla pista dell’aeroporto di Pisa per imbarcare i “parà” della Brigata Folgore che dovrebbero conquistare l’Eliseo dall’alto. Sul mare, infine, le nostre corazzate e incrociatori hanno già bloccato la Marina francese al comando dell’ammiraglio Darlan nel porto di Tolone.
Macron ha le ore contate. Per lui e Moscovici è pronta una stanzetta 4×4 all’Elba. Se si dovessero ribellare, verrebbero esiliati in un’isoletta sperduta dell’Atlantico, dove i Savoia – furono proprio loro – suggerirono ad Austria e Inghilterra di spedire in esilio il primo imperatore dei francesi dopo Waterloo.
Drin, drin, drin. Maledetta sveglia, lo sketch è finito.

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