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giovedì, 18 Luglio 2024

Italicum, continua l’esame in aula

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Riprende alla Camera l’iter per l’esame della riforma elettorale. A seguito dell’accordo raggiunto ieri tra Renzi e Berlusconi, che prevede l’applicazione della riforma alla sola Camera, il comitato dei nove della commissione ha stralciato l’art. 2 relativo alle norme del Senato. Per le elezioni della Camera Alta, dunque, varrà il cosiddetto “Consultellum”, la legge proporzionale uscita dalla Consulta.
Via libera anche sugli emendamenti alle candidature multiple, ovvero alla possibilità per un candidato di presentarsi contemporaneamente in più circoscrizioni, con il limite di otto. Accantonati invece gli emendamenti sulla parità di genere e sulle misure cosiddette Salva-Lega.
In base all’accordo raggiunto ieri tra Renzi e Berlusconi, inoltre, sono stati ritirati tutti gli emendamenti sulle primarie obbligatorie per legge o facoltative, tranne quello presentato da Scelta Civica a firma del deputato Balduzzi, responsabile riforme del partito.
A fronte di questo piccolo impasse, Emanuele Fiano capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali, ha commentato «Scelta civica dovrebbe ritirare i suoi emendamenti, compreso quello sulle primarie, altrimenti si apre un problema politico non indifferente».
Sulla questione legge elettorale è intervenuto in giornata anche Matteo Renzi. «Ho visto che oggi qualcuno sui giornali dice che voglio fare la legge elettorale solo per la Camera – ha commentato il premier – È quello che abbiamo sempre detto perché la scommessa è cambiare il Senato così com’è. Ho rispetto per il Senato, ma il bicameralismo perfetto è un freno per l’Italia».
Questa, ha poi concluso il premier, intende essere la riforma chiave del governo. Una riforma che non vuole suggerire che i senatori siano «meno bravi dei deputati», ma piuttosto che si può ridurre il numero dei deputati, «segno importante non dal punto di vista economico, che è secondario, ma del messaggio simbolico».
Laconico il commento del presidente del consiglio Giorgio Napolitano, in risposta ai giornalisti che a Tirana gli chiedevano cosa pensasse delle ultime vicende relative all’Italicum. «Lasciamo lavorare la Camera».
Alessandra Del Zotto

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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