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mercoledì, 17 Luglio 2024

Il presidio di Piazza d’Armi chiuso perché c’era pericolo di assembramenti

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Il presidio temporaneo per le persone senza fissa dimora, in piazza d’Armi a Torino, è stato chiuso perché: “L’aggregazione di un numero elevato di soggetti problematici in spazi ristretti è risultata fortemente critica anche sotto il profilo dell’ordine pubblico e non era neppure possibile scongiurare il rischio di assembramento”.

A precisarlo è la vicesindaca e assessora alle politiche sociali di Torino, Sonia Schellino, dopo la protesta di questa mattina sotto al Comune.

“L’apertura del sito umanitario straordinario di piazza d’Armi, allestito nell’ambito del potenziamento dei servizi per senza dimora nel periodo invernale e per cui era prevista la chiusura al 31 marzo, era stata prorogata per contribuire a far fronte all’emergenza sanitaria fino alla scadenza fissata dal DPCM 10 aprile 2020, cioè al 3 maggio – spiega Schellino – quest’anno, è stato eccezionalmente mantenuto in funzione fino a questa mattina anche sulla base delle valutazioni di sicurezza e ordine pubblico condivise in seno al Comitato provinciale Sicurezza e Ordine pubblico coordinato dal Prefetto”.

Continua Schellino: “Non solo è stata prorogata di un mese l’attività di l’accoglienza, ma la stessa è stata migliorata con la fornitura del pasto serale agli ospiti. Quotidianamente sono stati ospitate mediamente 90 persone senza fissa dimora, di diverse nazionalità”.

“Negli ultimi due mesi la Città ha affiancato agli operatori di croce rossa con agenti della Polizia municipale, con impiego medio di 15 unità ogni giorno: la Polizia municipale ha operato per garantire lo svolgimento in sicurezza delle operazioni di ingresso in struttura, evitando assembramenti e soprattutto risse e tensioni. All’ingresso in struttura sono stati operati i controlli finalizzati alla verifica sulla detenzione di alcool, contenitori di vetro o lattine e stupefacenti”.

“Le condizioni di sicurezza per ospiti e operatori sono quindi aumentate significativamente.
Cionondimeno l’aggregazione di un numero elevato di soggetti problematici in spazi forzatamente ristretti è risultata fortemente critica anche sotto il profilo dell’ordine pubblico e non era neppure possibile scongiurare il rischio di assembramento, con i conseguenti con problemi dal punto di vista sanitario.
Per questi motivi si è deciso di far cessare l’attività all’inizio della fase 2 dell’emergenza”.

“In questo periodo il sistema di accoglienza della Divisione Servizi Sociali è stato potenziato e dispone di soluzioni di ospitalità temporanea destinate alle persone in emergenza abitativa o comunque senza dimora.
In particolare si tratta di risorse attivate per l’emergenza abitativa con un aumento di circa 25 posti, che possono essere utilizzati prevalentemente per le persone straniere, con regolare permesso di soggiorno ma prive di una dimora”.

“Inoltre, la rete di accoglienza per senza dimora è stata progressivamente ampliata durante l’emergenza Covid (33 posti aggiuntivi anche per consentire il distanziamento) e recentemente con l’Intesa sottoscritta con Regione Unità di crisi, Prefettura, CRI e Cooperative è stata potenziata sia con presidio destinato ai Covid positivi, che con strutture dove attuare le quarantene o posti di accoglienza ordinari. I posti disponibili in tale sistema sono circa 30”.

“In questa fase, per prevenire il manifestarsi di nuovi contagi in strutture di accoglienza, gli inserimenti sono realizzati con la cautela necessaria in luoghi in cui è possibile osservare le persone inserite per un periodo congruo, in modo da appurare che i nuovi ospiti non manifestino sintomi da contagio Covid”, conclude Schellino.

 

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