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venerdì, 3 Luglio 2020

Il “pacco” di Natale per il trasporto disabili

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Da persona con disabilità ma anche da Consigliere di Circoscrizione, sento di dover condividere i problemi e il disagio generati dall’attuale situazione di impasse dei trasporti delle persone con disabilità nel Comune di Torino.
Le difficoltà operative del servizio di trasporto disabili, dovute alla mancanza di mezzi e soprattutto all’assenza di autisti, ormai lasciati a casa senza stipendio da mesi, hanno di fatto limitato la vita delle persone con disabilità che utilizzano carrozzine elettriche, con la conseguente esclusione da ogni tipo di attività sociale.
È da più di un anno che continuano le segnalazioni su questo argomento: ne parlano tutte le cronache torinesi, con una denuncia chiara di un totale disservizio del trasporto disabili.
Una mancanza che impedisce ai bambini con disabilità complesse di recarsi a scuola e agli adulti disabili di seguire le terapie e le cure mediche o attendere ai propri incarichi lavorativi, così tanto importanti per il discorso di inclusione delle persone con disabilità.
In questo deplorevole panorama, non dimentichiamo poi anche la difficile situazione di chi si occupa del trasporto in prima linea, i tanti autisti e accompagnatori che aspettano ancora gli stipendi di Settembre o, ancora peggio, che sono stati costretti a licenziarsi.
Il 21 dicembre 2018 scade il bando della Ditta Tundo SpA, l’attuale azienda incaricata del trasporto disabili, che con le sue inadempienze ha generato questa situazione di stallo e disservizio.
Il nuovo bando indetto dal Comune è clamorosamente in ritardo e, considerando i tempi istituzionali necessari per la definizione e l’assegnazione del nuovo incarico, si rischia – calendario alla mano – di restare senza servizio di trasporto fino a marzo 2019.
Oltre al danno, la beffa: un prolungarsi della “reclusione” a tempo indeterminato per tutte le persone con disabilità che hanno diritto al servizio.
Già qualche mese fa, alla Circoscrizione 4, insieme alla collega Cristina Abate, abbiamo presentato un’interpellanza per segnalare le problematiche e lanciare un allarme sulla scadenza imminente. Segnalazione che si è estesa anche alle Circoscrizioni 1 e 3.
I documenti inviati nell’interpellanza sono attualmente in attesa di risposte da parte del Comune. Lo stesso allarme è stato presentato dalla minoranza in consiglio comunale: un altro appello senza risposta.
Ad oggi, a pochi giorni dalla scadenza del bando, ci chiediamo se l’Amministrazione attuale abbia realmente capito l’entità del disagio che questo disservizio sta generando alle persone con disabilità e alle loro famiglie: di fatto si tratta di un’inaccettabile lesione dei diritti della persona, un’esclusione piena dalle attività di vita quotidiana e sociale che costringerà – anche per il 2019 -bambini e ragazzi con carrozzine elettriche a non frequentare la scuola con regolarità e tanti adulti disabili a perdere ore di lavoro, prendere (i pochi) permessi concessi, trovare soluzioni alternative (spesso inesistenti) con un peggioramento inevitabile della gestione famigliare della disabilità.
In questo vuoto amministrativo a dir poco vergognoso, ci chiediamo: forse l’amministrazione comunale ha previsto un intervento di Babbo Natale come deus ex-machina per risolvere il problema dei trasporti disabili a Torino?
A nome di tutte le persone con disabilità e di tutti i dipendenti della ditta Tundo, pongo un quesito: per Natale questo ennesimo “pacco” del Comune di Torino come lo dobbiamo intendere?
Scritto da Angelo Castrovilli

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