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sabato, 4 Luglio 2020

Gli artigiani torinesi mettono la Tav al primo posto e vogliono il referendum

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuovasocietà. Caporedattore dal 2017. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano.

Il 76% degli artigiani torinesi è favorevole all’utilizzo di un referendum come strumento di consultazione popolare per poter esprimere la propria opinione sulla Torino-Lione. Non solo. Gli artigiani mettono la Tav al primo posto tra le infrastrutture da realizzare, in seconda posizione la tangenziale est di Torino, poi la Linea Metro 2.

Questo è quanto emerge risulta dalle risposte al questionario diffuso da Confartigianato Torino tra un campione di associati per definire quali sono le richieste e le azioni considerate prioritarie in vista delle prossime elezioni regionali.

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Gli artigiani chiedono al futuro presidente della Regione Piemonte di «mettere in agenda lo snellimento della burocrazia, gli incentivi per le imprese, il rilancio delle infrastrutture e la la lotta all’abusivismo».

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«Non mi sorprende che la maggioranza dei nostri associati abbia indicato lo snellimento della burocrazia quale azione prioritaria della politica regionale e nazionale – commenta Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino – Per una visione più generale sui collegamenti continuano a essere strategici la Tav, l’ampliamento della rete metropolitana, il completamento della Asti-Cuneo, opera chiave per il basso Piemonte, la definizione di uno scorrimento veloce che da sud guardi a nord verso Milano e il progetto tangenziale Est. Purtroppo le infrastrutture del Piemonte si devono confrontare con una riduzione della spesa per le opere pubbliche, con il conseguente impatto negativo sul comparto delle costruzioni che resta il settore maggiormente colpito dalla crisi economica e sulla sicurezza stradale».

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