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martedì, 23 Luglio 2024

Genova, evade serial killer. E' caccia all'uomo

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Serial killer a piede libero. È caccia all’uomo. Succede a Genova dove questa mattina Bartolomeo Gagliano, 55 anni e pluriomicida, ha approfittato di un permesso premio ottenuto per andare a trovare la madre malata, per fuggire dal carcere Marassi.
Secondo una nota diramata dal commissariato di Cornegliano, Genova, Gagliano sarebbe fuggito a bordo di una Fiat Panda di colore chiaro. Posti di blocco sono stati istituiti nel capoluogo ligure e lungo i principali accessi alla città.
Stando alle prime ricostruzioni degli inquirenti, l’uomo avrebbe deciso all’ultimo momento di darsi alla fuga. Gagliano infatti aveva in programma da tempo una visita al dipartimento di salute mentale di Genova, che da tempo lo seguiva, e dove si è recato accompagnato nella giornata di ieri; in seguito, approfittando del terzo permesso premio ottenuto negli ultimi tre anni per buona condotta, ha fatto visita alla madre malata che risiede a Savona. Questa mattina, poi, il “colpo di testa”.
All’alba, infatti, Gagliani avrebbe fermato un panettiere di Savona costringendolo a portarlo in auto fino a Genova sotto la minaccia di una pistola puntata alla testa. Qui l’uomo doveva fare rientro in carcere, ma proprio a questo punto secondo gli investigatori avrebbe deciso di darsi alla fuga.
Un uomo giudicato dal tribunale non in grado di intendere e volere, che all’inizio della sua detenzione, nel 1981, aveva dato parecchi problemi agli agenti penitenziari perché cercava continuamente la rissa e non era in grado di interagire senza l’uso della violenza con gli altri detenuti.
Ma negli ultimi anni si era calmato, comportandosi in modo esemplare e portando la direzione del carcere a ipotizzare di inserirlo in qualche programma di inserimento al lavoro. E, infatti, non sa darsi spiegazioni il direttore del carcere genovese, Salvatore Mazzeo. «Non ce lo aspettavamo – spiega – negli ultimi tempi il suo atteggiamento era molto migliorato. È una decisione che ci ha stupiti».
La carriera criminale di Bartolomeo Gagliano ha inizio negli anni ottanta. Nato a Nicosia nel 1958 ma cresciuto a Savona, l’uomo inizia a dare segni di squilibrio quando nel 1981 uccide a sangue freddo, sfondandole la testa con una pietra, Paolina Fedi, prostituta 29enne di Savona.
Condannato a scontare otto anni nel manicomio di Montelupo Fiorentino, nel 1989 riesce ad evadere e a seguito della fuga uccide a colpi di arma da fuoco un transessuale uruguayano, ferendo gravemente un’altra prostituta. Insieme a lui Francesco Sedda, conosciuto in manicomio a Montelupo. Come ogni serial killer che si rispetti, Gagliano ha una firma per i suoi omicidi: un colpo di pallottola sparato alla bocca.
Dopo di allora l’uomo entra ed esce da ospedali psichiatrici e carceri, e alla sua lista di reati si aggiungono rapine, detenzioni d’armi, possesso di sostanze stupefacenti, aggressioni ed estorsioni, Insomma una carriera di tutto rispetto. Prima di evadere Gagliano si trovava a Maarassi per una rapina, pena che avrebbe estinto tra circa un anno.
Alessandra Del Zotto

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