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venerdì, 12 Luglio 2024

Fiom: “La Fiat non ha più alibi. Marchionne dica cosa intende fare”

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«Il re è nudo. Ora Fiat deve calare la carte sugli investimenti in Italia. Bisogna aprire subito un confronto sul destino di Mirafiori ma anche degli altri stabilimenti italiani». Così commenta Vittorio De Martino, segretario generale della Fiom Piemonte, all’indomani dell’accordo con cui Fiat ha acquisito il 100% di Chrysler. Secondo il sindacalista «non ci sono più alibi. Prima tutto era bloccato perché bisognava risolvere il problema con Veba. Ora Fiat dica cosa intende fare». Praticamente un ultimatum, fissato per il 9 gennaio, giorno in cui si svolgerà un incontro tra il gruppo automobilistico ormai italo-americano e la Fiom: «Sarà l’occasione per avviare un confronto sul futuro delle fabbriche italiane».
Anche Federico Bellono, segretario generale della Fiom di Torino, auspica «che il governo chieda subito più chiarezza sugli stabilimenti italiani senza aspettare la fine del primo trimestre» e aggiunge che l’accordo fa parte di «un percorso segnato, era tutto previsto. Non ha neppure senso discutere di baricentro geografico che si sposta perché il baricentro è già negli Usa».
Molto soddisfatto, invece, il segretario generale della Uil Luigi Angeletti. «Questo è un evento storico. Finalmente avremo una società globale in grado di reggere i prossimi decenni sul mercato automobilistico mondiale – afferma – Un’azienda forte, solida dal punto di vista finanziario, avrà risorse per investire anche in Italia, vendere su tutti i mercati e garantire posti di lavoro. L’alternativa sarebbe stata la chiusura di tutti gli stabilimenti». Il sindacalista, ora, si aspetta che, «come è stato già assicurato, Fiat faccia gli investimenti negli stabilimenti italiani, con l’augurio che le macchine vengano poi vendute. Non basta infatti investire e produrre ma bisogna soprattutto vendere. Mirafiori e Cassino sono gli stabilimenti dove servono di più gli investimenti e i nuovi modelli». E conclude: «È una stupidaggine porre il problema se il nuovo gruppo sia ora più americano. Molti italiani sono usciti dalla storia, stanno ancora nel ventesimo secolo, compreso qualche mio collega».
Anche da parte del leader della Uilm di Torino, Maurizio Peverati, arrivano parole positive: «Doveva essere venduta la Fiat, e invece la Fiat ha acquistato un grande gruppo. Gli uccelli del malaugurio sono stati smentiti. Siamo in un momento nero per l’economia in generale, ma credo che a piccoli passi si andrà avanti: la trattativa americana non c’è più, l’ultimo ostacolo è stato rimosso: tra gennaio e febbraio dovremmo avere notizie certe sugli investimenti annunciati».

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