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mercoledì, 17 Luglio 2024

Federico Ferrero, un dottore tra i fornelli, conquista Masterchef

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

È torinese il nuovo Masterchef d’Italia. Federico Ferrero ha infatti vinto la terza edizione del reality di cucina di Sky battendo la concorrenza di dodici agguerriti cuochi amatoriali per guadagnarsi l’ambito titolo nella prima finale in diretta.
Originari di Cuneo, ma nato e cresciuto a Torino con il cibo lavora da sempre. È infatti medico nutrizionista, sebbene la sua più grande passione, quella di stare dietro ai fornelli, l’abbia ereditata dalla mamma e dalla nonna Lorenzina.
Sin dall’inizio nel novero dei favoriti il “dottorino”, come ribattezzato nel corso del programma, ha stupito soprattutto per la sua originalità ed il suo coraggio. Già, perchè forse nessun altro concorrente come lui ha mai osato tanto a Masterchef, giocando con gli ingredienti, i sapori e le consistenze.
Forte di un’ottima conoscenza di tutti gli ingredienti Federico ha saputo allontanarsi dalla cucina tradizionale per puntare su piatti sempre nuovi. Una scelta coraggiosa che in qualche momento gli è costata anche cara: come ad esempio quando ha rischiato l’eliminazione finendo al pressure test contro Eleonora.
Preciso e meticoloso in ogni fase del suo lavoro in cucina il nuovo Masterchef ha dato del filo da torcere anche ai severi giudici che hanno dovuto confrontarsi con portate stravaganti e che spesso si sono trovati in notevole disaccordo nei loro pareri.
E chissà che questa non gli apra le porte della ristorazione a cinque stelle, dove di sicuro saprà portare molte novità: «La mia idea è quella di una cucina nuova, sana ma sorprendentemente intensa e complessa nei gusti: una cucina leggera come una nuvola di sapore. Mi piacerebbe che i grandi chef utilizzassero meno grassi, privilegiassero le cotture veloci e non avessero paura di proporre brodi e molte verdure, trattati in maniera tale da preservarne lo straordinario sapore».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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