3.1 C
Torino
venerdì, 28 Gennaio 2022

Fabrizio Morri: “Il Pd deve tornare a dar risposte alla gente”

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Rinnovamento, coesione, attenzione al sociale: questi i temi caldi in città per Fabrizio Morri, il nome che, salvo molto improbabili rivolgimenti, sarà il nuovo segretario del Partito Democratico a Torino. Intervistato da “Nuovasocietà” nei giorni immediatamente precedenti la proclamazione ufficiale, in programma la sera di mercoledì 6 novembre, l’ex parlamentare renziano parla di obiettivi e priorità.
Morri, ormai la sua elezione a segretario del Pd a Torino è quasi una certezza. Da Montecitorio ad un ruolo di rilievo nell’amministrazione comunale: che cosa intende portare della sua esperienza?
«Per prima cosa non sono ancora stato eletto. Certo, la probabilità è molto alta, ma è meglio aspettare la conclusione dei 21 congressi che si devono ancora svolgere, alcuni de quali in zone determinanti. Quando il risultato diventerà ufficiale cominceremo subito a lavorare».
Quali saranno le priorità a cui intende mettere mano nell’immediato?
«Il prossimo 8 dicembre si svolgono le primarie del Pd: bisogna preparare tutto, si tratta di una questione organizzativa molto complessa. Oltre a questo, l’obiettivo è continuare a puntare sui pregi del nostro partito, che rimane una forza sana in città, e correggere i difetti, quella lentezza amministrativa e quel ripiegamento su sé stesso che, negli ultimi anni, hanno contribuito ad allontanare la gente dalla politica».
Lei definisce il Pd una forza sana. Dove colloca allora la recente polemica sul caos dei tesseramenti, tra casi anomali e iscritti dell’ultima ora?
«Non c’è stata nessuna “guerra delle tessere”: voglio smentire una definizione creata ad arte da molti giornali. La verità è che il Pd è una grande realtà democratica, l’unica in Italia in cui sia concessa la partecipazione della cittadinanza a più livelli. E i risultati si vedono: non a caso alle elezioni del segretario torinese ci sono già stati circa 8mila voti».
Molti iscritti ma anche tanti disillusi della politica: pensa che sia possibile riavvicinare il partito alla gente? Come si potrebbe riacquistare un pieno consenso popolare?
«In questo senso occorre un rinnovamento radicale, a partire dai circoli ma non fermandosi ad azioni interne. Negli ultimi anni in città ci sono stati ottimi amministratori che hanno, in parte, sostituito quello che era il compito della politica. Questo va cambiato. Il lavoro e le fasce più deboli sono le nostre immediate priorità. L’obiettivo è tornare ad essere radicati sul territorio, dare risposte concrete alle persone. Rinnovandoci dove serve e mantenendo le caratteristiche che fanno la forza del Pd».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano