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mercoledì, 29 Giugno 2022

Caso Ream, la difesa di Appendino: “Abbiamo fatto valere accordi”

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Nessun errore, solo il rispetto degli accordi presi. Così la difesa di Chiara Appendino ha parlato in aula durante il secondo grado del processo Ream per cui l’accusa ha chiesto una condanna a otto mesi. 

“Non c’è stata nessuna induzione in errore, ma abbiamo semplicemente fatto valere gli accordi” hanno dichiarato gli avvocati Luigi Chiappero e Luigi Giuliano a proposito mancato inserimento nel bilancio di un debito della Città di cinque milioni nei confronti della società per la riqualificazione dell’ex area Westinghouse. La cifra era stata versata come caparra per le opere ma il progetto venne poi assegnato a un’altra società.
“Abbiamo cercato di ricostruire tutta la vicenda per fare emergere che nel 2016 non abbiamo fatto altro che rinviare il pagamento sulla base del fatto che c’era un creditore che non pretendeva di avere i soldi”, spiegano.
“L’unica certezza – proseguono i legali – è che tutti quelli che se ne sono occupati hanno sbagliato, nessuno ha proposto la soluzione giusta. Ma non tutto quello che è sbaglio è penale, magari c’è anche una via di mezzo”. Insieme all’ex sindaca Appendino sono imputati anche l’ex capo di gabinetto Paolo Giordana e l’allora assessore comunale al Bilancio Sergio Rolando.

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