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martedì, 16 Luglio 2024

Agricoltura familiare: 2014, anno dedicato ai piccoli produttori di tutto il mondo

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di Silvia Musso
L’agricoltura familiare è la spina dorsale dell’agricoltura. Lo afferma l’ONU che lo scorso novembre ha nominato il 2014 “Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare” (International Year of Family Farming). La finalità: porre in risalto l’enorme potenziale degli agricoltori a livello familiare nella lotta alla fame e per la preservazione delle risorse naturali.
E effettivamente i numeri parlano chiaro. In tutto il mondo oltre 500 milioni di aziende agricole a conduzione familiare producono cibo per sfamare miliardi di esseri umani. In molti paesi in via di sviluppo, quelle a conduzione familiare rappresentano in media l’80 per cento del totale delle aziende agricole.
Ma cos’è l’agricoltura familiare? È quell’agricoltura contadina che si contrappone all’agricoltura industriale su larga scala e che che garantisce la produzione locale. Con questa dicitura si raggruppano quelle attività basate su nuclei familiari o su gruppi di piccoli produttori, agricoltori, trasformatori, pescatori che lavorano preservando, incoraggiando e promuovendo metodi di produzione alimentare sostenibili, in armonia con la natura, il paesaggio, la tradizione. È un’agricoltura di piccola scala, non ufficiale, di sussistenza, spesso volta all’autoconsumo o allo scambio tra vicini.
«L’ agricoltura familiare è ciò che più si avvicina al paradigma della produzione alimentare sostenibile – ha affermato il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, alla cerimonia per il lancio dell’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare – Gli agricoltori familiari si occupano generalmente di attività agricole non specializzate e diversificate che conferiscono loro un ruolo centrale per la sostenibilità ambientale e la conservazione della biodiversità».
Sempre dall’ONU un invito ai governi per rimettere l’agricoltura familiare al centro dei programmi di sviluppo nazionali e regionali e, quindi, per sostenere politiche in sostegno delle aziende agricole a conduzione familiare.
Con l’AIAF si intende porre in evidenza l’importanza dell’agricoltura familiare per alleviare la fame e la povertà, nel rafforzare la sicurezza alimentare e la nutrizione, nel migliorare i mezzi di sussistenza, nella gestione delle risorse naturali, nella protezione dell’ambiente e nel raggiungere uno sviluppo sostenibile, in particolare nelle zone rurali.
A questo scopo enti e associazioni avranno il compito di promuovere discussioni e progetti di cooperazione a livello nazionale, regionale e globale per aumentare la consapevolezza e la comprensione delle sfide affrontate dai piccoli produttori e per aiutare a identificare modi efficaci per sostenerli.
In Italia alcune piccole organizzazioni contadine stanno collaborando per promuovere una legge quadro che riconosca le agricolture contadine come modello socio-economico con norme ad hoc tuttora inesistenti.
Tra le iniziative promosse si segnalano il Salone del Gusto e Terra Madre, in programma a Torino dal 23 al 27 ottobre, che saranno dedicati quest’anno proprio all’agricoltura familiare.
Dal Trentino arriva, invece, notizia che la Segreteria del Tavolo dell’Economia Solidale ha accolto l’istanza nata da alcuni piccoli agricoltori locali impegnati sui temi della sovranità alimentare e della tutela della piccola agricoltura, e si è resa disponibile a sostenere la nascita di un Comitato per l’AIAF. Obiettivi del Comitato a livello provinciale e regionale: sensibilizzare i consumatori, avanzare proposte di legge, promuovere la solidarietà contadina locale.

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